SCOPRI GLI ARTISTI DI SILENT CITY: Ubah Cristina Ali Farah
Continua il nostro approfondimento sugli artisti che stanno prendendo parte a Silent City, il nostro progetto per la costruzione di un ‘Opera collettiva che andrà in scena per il programma ufficiale di Matera 2019, Capitale Europea della Cultura. Oggi vi presentiamola nostra librettista, colei che tradurrà in versi la storia della nostra Opera:  Ubah Cristina Ali Farah, scrittrice e poetessa di padre somalo e madre italiana.  Il suo romanzo Madre piccola (2007) ha ricevuto il prestigioso Premio Vittorini.  Noi l‘abbiamo già incontrata durante la prima fase del progetto di Silent City , assieme ad Andrea Ciommiento, dove ha partecipato ai laboratori di drammaturgia.  Tornerà a Matera a maggio per proseguire il suo lavoro assieme a noi e a tutti gli artisti e i partner del progetto  Ma non vogliamo raccontarvi di più adesso…scoprite chi è la nostra artista dalla sua bellissima  intervista: 1) Cosa sognavi di fare da bambina e dove immaginavi avresti vissuto?   Sognavo di fare l’astronauta. Ero una sognatrice ed esplorare la luna e le stelle deve essermi sembrata la più grande delle avventure. Forse immaginavo di vivere in Italia. Capitava che trascorressimo qualche estate a Verona, dove viveva la famiglia di mia madre. A Mogadiscio all’epoca noi […]
18 apr 2018 in News sull'Albero
Mamma e insegnante: due ruoli inevitabilmente osmotici
Da quando sono diventata mamma, oltre che come donna mi sento profondamente cambiata anche come insegnante. Nessuno più di uno gnomo di 3 anni, infatti, ti mette in discussione, nel bene e nel male. Lui ti osserva, sempre. E annota tutto, in un angolino magico e misterioso del suo cervello.Nessun gesto, anche il più banale, sfugge al suo sguardo scrutatore; nessuna parola sorvola inascoltata sopra i rumori e le voci di fondo; nessuna espressione del tuo volto ai suoi occhi sarà priva di significato. I tuoi pensieri più reconditi per lui sono palesi. Insomma, mio figlio mi ha portato alla conclusione che a quell’età si è dotati di superpoteri!E così a un certo punto (diciamo da quando ha cominciato a parlare) ho cominciato anche io a scrutarlo, osservarlo e ad annotare. In pratica, ho sviluppato un’arma altrettanto super-potente che si chiama  ‘ascolto’ : cosa sta pensando? cosa sente in questo momento? cosa lo ha fatto arrabbiare? cosa lo rende felice? Insomma, in altre parole ho cominciato a rendere consapevole ciò che in una relazione facciamo in maniera inconsapevole: il gioco dello specchio ovvero vedere quale immagine di me io vedo riflessa in te. Nella relazione madre-figlio, il meccanismo del rispecchiamento gioca un ruolo […]
17 apr 2018 in La Scuola sull'Albero
Ridere è una cosa seria | Diario di una maestra
Ridere giova al nostro spirito e al nostro corpo. È una attività che offre piacere, stimola le endorfine e sblocca i sistemi neurovegetativi, dilata i vasi sanguigni e abbassa la pressione, abbassa il livello degli ormoni dello stress e aumenta gli anticorpi, rafforza le relazioni sociali e aiuta a costruirne di nuove, combatte paure e tensioni: in poche parole la risata fa scintillare la vita che è in noi. Che ridere sia importante è una cosa risaputa. Nel 1998 è stata addirittura istituita la Giornata Mondiale della risata che da allora ricorre ogni anno il giorno 4 maggio, una giornata per ricordarci di quanto sia importante dedicarci a questa attività e di quanto ce ne dimentichiamo. Ma nonostante ciò ancora riecheggia il detto “il riso abbonda sulla bocca degli stolti” e quindi è opportuno essere seri! Il buon umore e la serietà non sempre vanno di pari passo. E così ci ritroviamo ad essere adulti spesso imbronciati, ma seri! Pare che passiamo dalle 300 risate al giorno quando siamo bambini alle 20 una volta adulti. Anche la scuola e i sistemi educativi non sempre vedono di buon occhio questa fragorosa attività. La risata disturba le lezioni, deconcentra, non rende serio il […]
11 apr 2018 in La Scuola sull'Albero
SCOPRI GLI ARTISTI DI SILENT CITY: Andrea Ciommiento
Il processo che porterà alla realizzazione di Silent City sarà lungo e complesso e sarà portato avanti da una squadra di artisti che lavoreranno per il progetto. Abbiamo deciso di presentarveli facendo loro delle domande che riguardano il loro lavoro e quello che faranno con noi, così capirete perché li abbiamo scelti Siamo molto orgogliose del nostro team di artisti! A un giorno dall’inizio dai primi laboratori per la creazione della nostra Opera che andrà in scena per Matera 2019, vi presentiamo  il drammaturgo Andrea Ciommiento , che ci guiderà in questa cinque giorni di eventi, dal 7 all’11 aprile. Vi ricordiamo che potete partecipare ai nostri laboratori scrivendoci una mail a info@silentcity.eu. Continuate a seguirci sui nostri canali! 1) Cosa sognavi di fare da bambino e dove immaginavi avresti vissuto? Da bambino sognavo di poter salvare gli Altri dal pericolo, come alcuni supereroi d’infanzia. 2) Cosa fai oggi e dove vivi oggi? Oggi mi occupo di rigenerazione artistica e inclusione sociale. Vivo a Torino. 3) Proviamo a far immaginare quest’Opera che ancora non esiste… In quest’Opera gli eroi scelgono di non essere più soli nel loro trionfo. Così un “coro” potrà essere protagonista di questa storia? 4) Se diciamo Opera cosa […]
06 apr 2018 in Silent City
Silent city | Cosa si fa in un laboratorio di creazione collettiva?
Un focus sul laboratorio per adulti che si terrà a Matera, il 7-8 Aprile, Raccogliendo le storie, scrivere la città con  Andrea Ciommiento. Quello che succede veramente, quello che viviamo, il resto,tutto il resto, dov’è? Quello che succede ogni giorno e che si ripete ogni giorno, il banale, il quotidiano, l’evidente, in che modo interrogarlo, in che modo descriverlo? Georges Perec Perché raccontare la città? Scrittori come Perec ribaltano lo sguardo sulla città descrivendo i luoghi urbani come ricordi di una propria esperienza personale. Altri come Calvino ne ricercano le radici, accostando le città ai nostri sogni, costruite su desideri e paure. All’ultimo, lontani dall’arte, si presentano le storie imperfette e meticce del vivere quotidiano: storie che non lasciano sempre traccia. Ritroveremo ricordi “quasi dimenticati, inessenziali, banali, comuni, se non a tutti, perlomeno a molti” attraverso il lavoro creativo in aula e l’esperienza all’aperto di urban orienteering al fine di costruire una mappatura narrativa della città. Parte dei materiali creati saranno condivisi sul web attraverso la geo-localizzazione dei luoghi e degli abitanti incontrati. Come posso partecipare? Scrivendo una mail a: info@silentcity.eu Abbiamo ancora pochissimi posti, e se non doveste farcela ci saranno tante altre azioni partecipate durante tutto il progetto Silent City! Continuate a seguirci!
Dilettanti genialoidi, che tormento!
Quando ero bambino e frequentavo la scuola media, la professoressa di musica ci sottoponeva spesso all’ascolto delle esibizioni di pianoforte di Davide, un mio compagno di classe già molto serio per la sua età, che tutti noi guardavamo con sospetto. Le sue esibizioni erano senz’altro corrette – studiava pianoforte da molti anni – ma prive di sentimento. Era rigido, impostato e non aveva l’aria di divertirsi. Io suonavo invece un modesto flauto dolce, però mi distinguevo dai miei compagni in quanto riuscivo a riprodurre ad orecchio qualsiasi motivo e conoscevo tutto il repertorio allora in voga degli Inti-Illimani. Davide ha continuato i suoi studi in conservatorio ed è diventato un musicista professionista, mentre il mio flauto giace dimenticato nel fondo di un cassetto; chi aveva ragione? Spesso riteniamo che le persone di successo siano arrivate ad ottenere grandi risultati perché dotate di talento. Ma il talento, così come concepito da molti, in realtà non esiste. Infatti, e non sono io a dirlo ma gli studiosi che si sono occupati del problema (come lo psicologo Anders Ericsson), il talento non è altro che un gusto, una preferenza. Una persona che ama disegnare inizierà a farlo fin da bambino diventando bravo molto […]
04 apr 2018 in La Scuola sull'Albero
Silent City | Si parte con la raccolta delle storie
Ci siamo! Non ci sembra vero dopo quasi un anno di progettazione parte ufficialmente il progetto Silent City | La città silente, un progetto di co-produzione con il programma ufficiale di Matera 2019. Il primo passo di ricerca artistica lo facciamo assieme al drammaturgo che abbiamo scelto per accompagnarci in questa avventura: Andrea Ciommiento, creatore scenico e curatore di progetti d’arte relazionale. Inizieremo ad indagare sul concetto di Silenzio con le comunità e costruire un percorso di scrittura collettiva dell’Opera lirica che andrà poi in scena nel 2019. Esattamente cosa succederà? Per circa due anni, ogni fase di costruzione dell’Opera (la storia, la musica, le parole, le scene, i costumi) sarà aperta e partecipata. La comunità così diventa un compositore che riscopre l’Opera come genere in cui esprimersi, in cui poter addirittura riconoscersi.. Il 7 e l’8 aprile nella sede dell’Albero a Matera, ci sarà un laboratorio di due giorni rivolto a tutti quelli che hanno un particolare interesse alle discipline artistiche, sociologiche e urbanistiche. Non è richiesta una esperienza artistica pregressa ma piuttosto una particolare predisposizione all’ascolto e all’osservazione. La due giorni sarà  un lavoro sulla memoria comune, collettiva, capace di generare domande, conflitti, scandalo, dibattito collettivo sulle questioni […]
La motivazione come chiave dell’apprendimento
Molto spesso capita che quando un alunno incontra delle difficoltà nell’apprendimento ci sia la tendenza a dichiararlo sbrigativamente “unico responsabile di questo problema”, perdendo così l’occasione di cercare eventuali limiti delle condizioni educative che lo circondano. Uno di questi limiti potrebbe essere non aver dato abbastanza importanza, da parte dell’educatore, alla motivazione dell’allievo. È infatti dimostrato che la motivazione rappresenta un fattore determinante per l’apprendimento a breve e lungo termine. Per motivazione si intende una forte disponibilità nel perseguire un obiettivo e conquistarlo con perseveranza. La disponibilità a impegnarsi per svolgere un compito e per raggiungere un obiettivo, dipende essenzialmente da due presupposti: dal fascino che un’attività riveste, derivante a sua volta dall’interesse che essa assume per noi e dai vantaggi che immaginiamo di poter ottenere con i nostri sforzi, e dalla probabilità valutata soggettivamente di raggiungere la meta desiderata, denominata anche “fiducia nel successo”, che invece deriva da una valutazione positiva delle proprie capacità e delle condizioni esterne. Di conseguenza, siamo più disponibili a impegnarci quando riteniamo che il fine da raggiungere abbia un grande valore per noi ma anche quando riteniamo di essere in grado di raggiungere un risultato positivo. Quando si lavora con i bambini poi, quest’ultimo punto è ancora più importante perché la fiducia che avranno acquisito in sé stessi nel corso dell’apprendimento di […]
28 mar 2018 in La Scuola sull'Albero
Come si fa a spiegare una cosa così? | Diario di un’allieva
Voi pensate che io faccia il laboratorio di teatro perché voglio diventare un attrice?! Si! Lo so che lo pensate!! Il laboratorio, invece, è pura psicoterapia; è cacciare fuori tutto ciò che hai dentro; è tornare a casa, una volta finito lezione, piangendo o…ridendo; è urlare; ballare a perdifiato; è carezze; è sguardi; è sorrisi; è visi buffi; è risate… è scoprirsi pigro nel non volersi staccare dalla realtà; è fare, dire, pensare qualsiasi cosa senza aver paura di sbagliare; è scoprire te stesso attraverso gli occhi dell’altro, che mai giudica, perché è uguale a te; è il legame che si crea nel gruppo, un legame magico, inspiegabile… è un tunnel percorso ad occhi chiusi e, ad ogni passo, una carezza, un bacio, un abbraccio… Come si fa a spiegare una cosa così o forse un po’ l’ho fatto?
14 mar 2018 in La Scuola sull'Albero
Il teatro: una bilancia che non quantifica ma qualifica
Ultimamente se penso al teatro, soprattutto nella sua valenza educativa, mi viene in mente l’immagine di una bilancia. Cosa c’entra la bilancia con il teatro? Qualcosa può c’entrare… Riflettendo su ciò che accade in sala durante i laboratori e sul lavoro di organizzazione delle lezioni, fatto a casa a tavolino, diventa sempre più evidente come il teatro sia fatto, in tutte le sue sfaccettature, di dicotomie. Ci sono il gioco e la disciplina, la creatività e la logica, l’Io e il Tu, i maestri e gli allievi, l’attore e il pubblico, l’intimità e l’esteriorità. E queste coppie dicotomiche sono sempre in una tensione di equilibrio tra loro: se potessimo metterle su una bilancia i due piatti resterebbero in una situazione di costante e impercettibile oscillazione senza mai pendere troppo da una parte a sfavore dell’altra. Quindi credo che l’immagine della bilancia possa spiegare molto bene il teatro, una bilancia che non misura, non quantifica ma qualifica. E il gioco e la disciplina, la creatività e la logica e così via si qualificano, nel loro apporto educativo, proprio grazie al loro costante rapporto di equilibrio. Ogni gioco presuppone sì la libertà, ma anche la sottomissione a delle regole. Ogni atto creativo presuppone immaginazione e […]
06 mar 2018 in La Scuola sull'Albero