Vestire la propria idea di lingua – Diario di una teacher

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06 dic 2017 in La Scuola sull'Albero

Author : Ramona

Prima di iniziare ogni lezione c’è sempre una preparazione adeguata che rientra a sua volta in un piano più ampio, stabilito a monte a inizio anno accademico.

La famosa “scaletta” – ovvero la lista e la sequenza degli esercizi che verranno affrontati durate la lezione – è un lavoro estremamente ragionato e meticoloso, che richiede esperienza e tecniche ben precise e che richiede – soprattutto – prontezza da parte dell’insegnante nel capire, proprio nel bel mezzo della lezione, se forse non sia il caso di modificarla quella tanto ragionata scaletta, in quanto la risposta dei bimbi a un determinato tipo di stimolo è prevedibile sì, ma solo fino a un certo punto.

Sono tante, troppe, le variabili in gioco.
Questo soprattutto quando la metodologia richiede l’attivazione non solo mentale ma anche fisica dei bambini, quindi una stimolazione totale, su più livelli. Può infatti accadere che l’euforia con cui affrontino determinati esercizi li porti a varcare di troppo la “linea” sovra-eccitandoli o che al contrario l’energia crolli de-concentradoli.
Ecco perché, all’interno della scaletta, bisognerà fare molta attenzione nell’alternare ‘alti’ e ‘bassi’, ovvero attività dinamiche ad attività più tranquille, attività prevalentemente fisiche ad altre maggiormente di riflessione e concentrazione.

La sfida è infatti quella di riuscire non solo a interessare i bambini ad una materia scolastica, facendola sentire come qualcosa di vivo e reale, ma anche di riuscire a farli entrare in una modalità di lezione in cui gioco e studio non sono opposti e nello stesso tempo far sentire loro il bisogno di rispettare le regole del gioco, in quanto ciò che è percepito come un ‘paletto’, un limite, in realtà è ciò che permette di godere per davvero e fino in fondo del gioco stesso.
Si tratta quindi di rompere uno schema che proprio noi adulti abbiamo costruito relegando il gioco da una parte e lo studio dall’altra.

Per fare questo ci vuole tempo e pazienza e tante scalette stravolte, modificate, cancellate.

Ciò che alla fine resta è però la certezza di far indossare ad ognuno dei bambini la propria idea di INGLESE cucita su misura.

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