Scherzi, amore e fantasia
“Ragazze, con il gruppo dei ragazzini più piccoli è stato un disastro! Io non so cosa gli sia preso… Super-scostumati e ingestibili. Proprio assai! Una lezione tremenda! Qualsiasi tecnica usassi non funzionava… Poi, mentre lavoravano a un esercizio di scrittura creativa, mi sono allontanata per andare un attimo in bagno e loro hanno buttato a terra tutte le penne… Così rientrando sono scivolata e sono caduta…. Un male alla schiena enorme! Insomma, benvenuta a Melfi.”. Io non credo alla mie orecchie. Riascolto l’audio che Vania ha inviato nel gruppo insegnanti della nostra scuola una seconda volta. No, non ho capito male. E Vania non è una che esagera, in queste cose. Insomma, io e Assunta siamo entrambe impossibilitate a condurre la lezione con il nostro gruppo di ragazzini di Melfi di 11 e 12 anni, Vania si scapicolla da Matera per sostituirci e questi danno di matto? Così, all’improvviso?? Cerco una spiegazione e così avanzo un’ipotesi: i bambini sono stati colti dalla sindrome della supplente. Sì, insomma, mi viene in mente quando a scuola il professore burbero e severo si assentava per pochi giorni  e in sua vece arrivava la supplente dolce e sorridente e ognuno si permetteva di fare un po’ quello […]
28 Nov 2018 in La Scuola sull'Albero
La balbuzie a teatro ovvero… quando il problema non è un problema
Marco (nome di fantasia) è un bimbo di quasi 8 anni, magrolino, con capelli neri ritti che sembra un pulcino. Marco è balbuziente. Molto balbuziente. E’ la quarta volta che mi capita di avere un allievo affetto da balbuzie. La prima cosa che mi chiedono i genitori in questi casi è: “E’ in grado di fare teatro?”. La domanda è sempre questa, anche quando il problema cambia: dislessia, sindrome di down, autismo, mutismo selettivo. Io prima sorrido per l’ingenuità di questa perplessità e poi rispondo sempre: “Il teatro è per tutti e di tutti”. Non c’è quindi tipologia di persona che il teatro non possa includere e valorizzare. Il fatto è che nel caso di balbuzie (ma anche in caso di bambini particolarmente timidi e introversi), ciò che letteralmente terrorizza i loro genitori è l’immagine del proprio figlio sul palco, davanti a un grande pubblico, che per l’emozione si blocca e non riesce più a dire le sue battute. Per empatia, questi genitori vivono il dramma del loro bambino: umiliato, frustato, impanicato e temono che molto probabilmente resterà traumatizzato da questa esperienza per tutta la vita! Non sanno (e non possono forse nemmeno immaginare) che il percorso laboratoriale mira innanzitutto […]
26 Ott 2018 in La Scuola sull'Albero