Abstract or concrete? That’s the question!
Imparare una lingua nell’immaginario comune prevede l’utilizzo di: una penna, un quaderno, un grosso libro pieno di regole grammaticali, talvolta anche con immagini e figure, e ovviamente il nostro tanto amato dizionario, che probabilmente dai bambini di oggi è sostituito dall’insuperabile Google translate, risoluzione per qualsivoglia dubbio amletico. E’ davvero difficile andare a scuotere quest’ordine così ben fondato di cose e porre delle basi che partano dal suo esatto opposto. “Dear children, oggi non utilizzeremo ciò che avete nello zaino, ci servono solo dei calzini antiscivolo e tutta la vostra energia!” Il volto dei bambini è spesso sconcertato, dubbioso, scettico: “Ma la mamma non mi aveva detto che mi portava a un corso d’inglese? Che bello, avrà sbagliato scuola, qui, oggi, si gioca!” Ciò che passa nella mente dei bambini in quella frazione di secondo che precede l’inizio delle attività è una carrellata di domande, curiosità, aspettative. Ricordiamo che i bambini imparano alcuni aspetti di una lingua straniera più facilmente rispetto a noi adulti, le loro menti sono allenate, in continua crescita ed evoluzione. All’inizio del loro cammino verso l’apprendimento della lingua straniera essi sono già sulla strada giusta per imparare l’inglese fluentemente. Il loro processo naturale di acquisizione della […]
22 Mag 2019 in La Scuola sull'Albero
Il teatro come atto rivoluzionario – Diario di un maestro
José Saramago scrisse che i tre mali dell’uomo attuale sono la non comunicazione, la rivoluzione tecnologica e la vita incentrata sul trionfo personale. Sicuramente lo scrittore portoghese non si è sbagliato. La nostra epoca è caratterizzata dalla velocità e dall’efficienza che dominano le nostre tabelle di marcia giornaliere. La tecnologia e il suo sviluppo, seppur assolutamente non demonializzabili, hanno assottigliato i tempi di lentezza e di vicinanza allargando quelli di solitudine facilitando così quella ‘cecità’ di cui parla Saramago: l’essere ciechi verso ciò che ci circonda. La cecità causata non dal buio ma dalla troppa luce, irradiata da una iper-realtà che in qualche modo ci isola dalla realtà stessa, lasciandoci soli al centro di un universo di cui non riconosciamo la realtà altra ma solo un ego allargato e diffuso continuamente esposto al giudizio inferto e subito. Mi riferisco soprattutto ai social che sono divenuti parte del nostro stare al mondo, a cui non si può e non si deve sfuggire e a cui neanche si dovrebbe approcciare con uno sguardo paternalistico (sperando di non averlo io stessa scrivendo questa pagina di diario!). Se penso ai social penso soprattutto ai nostri allievi che si trovano a crescere in questa rete […]
24 Apr 2019 in La Scuola sull'Albero
Fare teatro insieme. Un patto di reciproca alleanza.
I copioni sono stati consegnati e tutti i gruppi stanno lavorando alla messa in scena dello spettacolo di fine anno. Dopo mesi di laboratorio, di esercizi e lavoro mirato all’acquisizione di competenze e abilità, i nostri allievi ora si ritrovano a sancire a ogni incontro un patto di reciproca fiducia e responsabilità. Mi viene in mente il motto “tutti per uno, uno per tutti” reso celebre dal romanzo “I tre moschettieri” che in questo momento è più che mai esplicativo di ciò che sviluppa l’attività teatrale: il senso di appartenenza, l’interdipendenza, la collaborazione, il rispetto dei ruoli, la responsabilità riguardo al proprio ruolo, la condivisione degli obbiettivi, la tenacia, il coraggio. Questo momento dell’anno rappresenta, per noi educatori, la prova del nove! Durante le prove dello spettacolo i bambini e i ragazzi continuano a esperire in modo attivo le dinamiche di gruppo autoregolandosi e trovando una propria collocazione funzionale all’obiettivo da raggiungere ma allo stesso tempo è proprio in questo momento che emerge il lavoro fatto nei mesi precedenti. Un gruppo ben cementato, basato sull’amicizia (dove per amicizia non intendo che i bambini e i ragazzi si frequentino fuori dal laboratorio teatrale ma intendo il “fare insieme” e il “fare […]
22 Mar 2019 in La Scuola sull'Albero
“Guarda!” e “Aspetta!”
Due verbi imperativi per riflettere sulla relazione adulto-bambino  Dopo oltre 20 anni di scuola di teatro, noi insegnanti continuiamo a interrogarci su cosa esattamente fa sì che i bambini si innamorino follemente del teatro al punto da non riuscire più a farne a meno. Le risposte hanno sempre riguardato ciò che accade nella sfera intima dei nostri piccoli allievi (la libertà di esprimersi, di sperimentare emozioni, di fantasticare per elaborare bisogni, sogni, paure) e in quella sociale (condividere e stringere relazioni con altri bambini in un clima sereno, gioioso e non competitivo).  Eppure, prima di diventare mamma, non mi ero mai soffermata su un altro aspetto importante, ovvero sulla particolare relazione che lega allievo e maestro di teatro, ovvero una relazione fra bambino e adulto del tutto positiva e speciale. La riflessione è nata un giorno di qualche mese fa, in una mattina in cui mio figlio non era andato a scuola per via di un raffreddore. In quell’occasione notai con quale incredibile frequenza mio figlio pronunciasse la parola “Guarda!”. A un certo punto, forse perché con fatica cercavo di trovare un po’ di concentrazione per lavorare, quella parolina era diventata una sorta di intercalare martellante. Ma subito dopo mi resi conto che non solo quel giorno, ma […]
15 Mar 2019 in La Scuola sull'Albero
Tutti per uno | Diario di un maestro
L’atteggiamento di molti genitori, in buona fede certamente, è quello di preparare un futuro per i propri figli senza pensare che forse sarebbe più importante prepararli al futuro. Un proverbio africano recita: “se un uomo ha fame gli puoi dare un pesce, ma meglio ancora è dargli una lenza e insegnargli a pescare” Lavorando nelle scuole con i bambini delle elementari ho dovuto constatare come questi abbiano difficoltà a collaborare tra di loro. Gli stessi bambini ammettono che spesso giocano da soli. Non incontrandosi o non scontrandosi (a volte serve anche questo) con gli altri bambini, non condividendo il momento di gioco, perdono di vista la necessità di dover cooperare con gli altri per raggiungere un obiettivo comune. L’era dell’impiegato con il posto fisso che poteva permettersi il lusso della misantropia è finita.  Il futuro è nelle mani di chi saprà scambiare le proprie competenze, ascoltare e comunicare, condividere e collaborare. Anche i confini si sono allargati e questo impone la capacità di relazionarsi con il mondo; ma prima del mondo intero bisogna imparare a relazionarci con chi ci è vicino. Ho notato una netta differenza tra i bambini delle scuole e quelli che frequentano un corso di teatro. Attraverso […]
04 Mar 2019 in La Scuola sull'Albero
Step by step – Diario di una teacher
L’apprendimento o acquisizione di una seconda lingua è un processo lungo, molto lungo. Capita spesso che i bambini durante le lezioni mi chiedano: “Teacher, quando parleremo anche noi bene l’inglese?” con quel viso e quegli occhi teneri e determinati di chi ci tiene tanto a raggiungere un obiettivo ma lo vede ancora troppo lontano. Allora, la mia risposta è sempre: “Non abbiate fretta!” Durante i nostri giochi ed esercizi in lingua, magari quelli in cui più strutture e vocaboli sono chiamati in causa contemporaneamente e si deve davvero fare affidamento su tutta le proprie capacità di concentrazione per raccogliere tutte le proprie idee, ciò che più sprona e allo stesso tempo spaventa i bambini è l’idea di non essere in grado di poter comunicare in alcun modo, di non riuscire, insomma, a dire ciò che vorrebbero e come vorrebbero. Il mio consiglio è sempre di iniziare poco alla volta, dalle parole e cose che si conoscono, quelle semplici e magari già sedimentate, senza voler fare il passo più lungo della gamba. E’ solo quando si comincia a provare a comunicare, utilizzando ciò che già si conosce, quell’espressione che è stata appena appresa, che ci si rende conto che la strada […]
26 Feb 2019 in La Scuola sull'Albero
Teatro, Tempo e Meraki
Siamo al termine di una lezione di teatro e, dopo l’ultima improvvisazione, saluto i bimbi dando loro appuntamento alla settimana seguente. Veronica (nome di fantasia) mi si avvicina e dice “ma come? È già finita la lezione? Che ore sono? Già le 19:30?”. Quel “già” mi disegna un gran sorriso sulla faccia.  Le rispondo “si, sono le 19:35 per l’esattezza, abbiamo sforato di 5 minuti la lezione, forza prepariamoci ad uscire, i vostri genitori saranno fuori ad aspettarci”. Il tempo è un concetto relativo, si sa. Il tempo e la sua percezione sono legati alle nostre emozioni, alle circostanze in cui ci troviamo e al piacere che proviamo nel fare quello che stiamo facendo. Tutto merito della dopamina, ci dicono gli scienziati! Mi allieta che Veronica abbia percepito due ore di lezione come se fossero state solo una manciata di minuti e i suoi occhioni grandi e pieni di entusiasmo mi hanno fatto pensare al termine greco “meraki” il cui significato è “l’amore con cui facciamo le cose”. Una lezione di teatro non è solo gioco e divertimento, al contrario richiede molta disciplina, il teatro è un gioco a cui si gioca in un recinto di regole ben circoscritto, richiede […]
20 Feb 2019 in La Scuola sull'Albero
Questione di prospettive | Diario di un maestro
Immaginate di arrivare a casa di un parente dopo un lungo viaggio in macchina. Scendete dalla macchina, vi mettete la giacca per coprirvi e, quando guardate verso destra, notate qualcosa di strano nel giardino. Che ci fanno lì una carota e un berretto? Oppure, siete seduti ad un tavolino di un bar all’aperto. Dal vostro posto potete osservare cosa accade dentro al locale attraverso la vetrina. Ad un certo punto assistete a questa scena:Un uomo qualsiasi entra e si avvicina al bancone per chiedere al cameriere un bicchiere d’acqua. Quest’ultimo lo guarda per qualche secondo e poi si abbassa per prendere qualcosa nascosto sotto al bancone: è un arma. La prende in mano e la punta direttamente alla testa dell’uomo che, con la voce spezzata, gli aveva chiesto un po’ d’acqua. Quando vede il cameriere con l’arma puntata contro di lui, fa un respiro profondo, lo ringrazia e se ne va. Cosa è successo? Ora invece vi presento un uomo che vive da solo. Vive senza la compagnia di nessuno in un luogo altrettanto solitario, dove non riceve quasi mai visite, ma un giorno commette un errore. Senza rendersene conto, si spengono tutte le luci della sua casa, e quando […]
06 Feb 2019 in La Scuola sull'Albero
We are not robots! | Diario di una teacher
Se proviamo a scavare un po’ nei meandri della nostra memoria, quante volte da bambini ci siamo ritrovati in classe, seduti ai nostri banchi, a dire ad alta voce e rigorosamente tutti insieme: “What’s your name? What’s your name? What’s your name?” Circa una decina (se ci è andata bene!) di volte? La storia scolastica di molti di noi è costellata di ricordi di questo tipo. Ecco, una delle sfide principali nell’insegnamento della lingua inglese a una classe di bambini: riconoscerli come esseri umani e uscire fuori dal classico, antiquato e, diciamolo, anche noiosissimo metodo che li vede ripetere ancora e ancora una stessa frase per far in modo che possano memorizzarla nel modo migliore possibile! Beh, oggi faremo una grande rivelazione: non siamo dei Robot! E tutta questa ripetizione non giova alla memoria, né tantomeno alla costruzione di solide basi su cui porre le fondamenta del nostro inglese! Infatti, al termine della lezione, quando ogni piccolo studente sarà ormai tornato a casa propria, avrà probabilmente già dimenticato quella robotica frase su cui si è insistito tutto il pomeriggio e tutto ciò con dispiacere delle povere insegnanti che avevano costruito la lezione con attenzione e impegno e con il desiderio […]
30 Gen 2019 in La Scuola sull'Albero
Facciamo che io ero… | Diario di un maestro
Prima di ogni lezione di teatro i bambini si tolgono le scarpe per indossare le loro amate calze antiscivolo ed essere pronti così a cominciare la lezione. Si tratta di soli pochi minuti ma è uno spazio di tempo pieno e prezioso durante il quale i bambini si salutano, si dicono mille cose e noi insegnanti li ascoltiamo parlare degli argomenti più disparati. Nell’ultima lezione, in vista del carnevale, li ho sentiti scambiarsi idee su possibili travestimenti: Harry Potter, la Principessa Elsa, i Minions e chi più ne ha più ne metta. A prescindere dal costume designato o desiderato una cosa li metteva tutti d’accordo: l’entusiasmo nel pensare al proprio mascheramento. Stavamo per cominciare una lezione di teatro, i bambini parlavano di travestimenti e di maschere e ho pensato a quanto sia naturale per i bambini mascherarsi e giocare con identità altre. Tutti da piccoli abbiamo giocato al “facciamo che io ero” dove il tempo imperfetto dichiara il gioco, la finzione e il tempo presente viene lasciato in vista di una nuova creazione di senso, di una nuova realtà fittizia ma allo stesso tempo vivida e con delle regole precise. “Facciamo che io ero”, non “che io sarò” o “che […]
23 Gen 2019 in La Scuola sull'Albero