Step by step – Diario di una teacher

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26 Feb 2019 in La Scuola sull'Albero

Author : Ramona

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L’apprendimento o acquisizione di una seconda lingua è un processo lungo, molto lungo. Capita spesso che i bambini durante le lezioni mi chiedano: “Teacher, quando parleremo anche noi bene l’inglese?” con quel viso e quegli occhi teneri e determinati di chi ci tiene tanto a raggiungere un obiettivo ma lo vede ancora troppo lontano.

Allora, la mia risposta è sempre: “Non abbiate fretta!”

Durante i nostri giochi ed esercizi in lingua, magari quelli in cui più strutture e vocaboli sono chiamati in causa contemporaneamente e si deve davvero fare affidamento su tutta le proprie capacità di concentrazione per raccogliere tutte le proprie idee, ciò che più sprona e allo stesso tempo spaventa i bambini è l’idea di non essere in grado di poter comunicare in alcun modo, di non riuscire, insomma, a dire ciò che vorrebbero e come vorrebbero.

Il mio consiglio è sempre di iniziare poco alla volta, dalle parole e cose che si conoscono, quelle semplici e magari già sedimentate, senza voler fare il passo più lungo della gamba.
E’ solo quando si comincia a provare a comunicare, utilizzando ciò che già si conosce, quell’espressione che è stata appena appresa, che ci si rende conto che la strada non è poi così tortuosa, anzi, è più semplice di quanto si possa immaginare.
Ed è in quei momenti che i pupils si accorgono anche che in realtà sono già in grado di dire tantissime cose in inglese e di esprimersi in maniera compiuta! E che soddisfazioni portano con sé quei momenti!

La motivazione dei bambini vola alle stelle, alimentando la sicurezza in se stessi. Questo processo è assolutamente normale!
Tante volte, non si ha la consapevolezza della strada che si sta percorrendo, e questo avviene perché, la strutturazione didattica dell’intero percorso, fatto di tanti piccoli mattoncini (lezioni costituite da varie e diverse attività), non è facilmente intuibile, soprattutto se si stanno veicolando dei contenuti linguistici attraverso delle attività ludiche.

Il gioco, in realtà, porta con sé un bagaglio importante per i bambini, che inconsapevolmente, “step by step”, stanno lavorando sulle loro conoscenze e sul loro modo di interagire con gli altri e con il mondo.

Insomma, la costanza è faticosa, ma premia. Sempre.

I risultati arriveranno, con calma, quando il bambino sarà pronto e ogni singolo bambino ha i propri tempi, diversi rispetto a quelli di un altro. Spesso nei genitori la tentazione di testare il bambino, interrogarlo, è fortissima, per esempio di spingere il bambino a dire alla nonna le parole che sta imparando in inglese. Tuttavia, le cose migliori, si sa, hanno bisogno di tempo per maturare. Nutrire la motivazione dei nostri pupils è, allora, sicuramente la strategia migliore, senza farli sentire MAI sotto esame.

Diamo tempo al tempo e fiducia ai nostri bambini, i risultati arriveranno e forse, anzi, quasi sicuramente, in misura superiore alle nostre aspettative. Intanto, facciamoli appassionare all’inglese, che è già un risultato più che buono.

Take it easy and enjoy the journey… step by step!
(Prendiamola con calma e godiamoci il viaggio… passo dopo passo!)

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