Silent City a lavoro con le scuole

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Uno dei punti chiave del progetto Silent City è certamente il lavoro con la gente che abita questi luoghi, Matera e la Basilicata.

Se l’obiettivo è quello di creare una Community Opera inedita che andrà in scena per il programma ufficiale di eventi di Matera 2019, la ricerca artistica va appunto fatta  assieme  alle comunità, raccogliendo storie antiche e immaginandone di nuove. Gli interlocutori privilegiati  di Silent City  sono i bambini e gli anziani , “generazioni silenti” che insieme a compositori, musicisti, scrittori, cantanti, attori, educatori teatrali, avranno voce nella composizione di un’Opera lirica contemporanea.

Vorremmo cercare di raccontarvi  non solo quello che sta avvenendo a livello artistico, ma proprio l’impatto che può avere un progetto come questo sulle comunità coinvolte.

In questa settimana di eventi dedicati alla ricerca della musica, condotta dal compositore Nigel Osbrone,  oggi è il turno dei 50 bambini delle seconde classi della Scuola P.G. Semeria di Matera. La prima fase con loro è stata compiuta  ad aprile, attraverso dei workshop di drammaturgia collettiva, guidati dal drammaturgo Andrea Ciommiento  Per costruire un’Opera ci vogliono infatti, prima ancora che la musica e le parole, le storie. E per trovare le storie bisogna ascoltare, creare e rielaborare i racconti delle persone così che l’Opera Silent City possa davvero restituire la storia di una intera comunità.
Nelle due ore di laboratorio, i nostri bambini sono stati stimolati , attraverso un percorso di scrittura
collettiva , a generare riflessioni, domande e racconti principalmente sulla relazione fra silenzio e città,
ma anche su concetti come vuoto e pieno, passato e futuro, conflitto e armonia, memoria dei singoli e
memoria della comunità, partecipando così attivamente ad un processo di creazione di un’Opera Lirica.

L’impressione che noi abbiamo avuto è sicuramente positiva. I bambini hanno accolto bene fin da subito la metodologia proposta, grazie anche alla collaborazione delle maestre alle quali abbiamo chiesto di darci un feedback del lavoro svolto in classe e che vorremmo riportarvi:

Il primo successo è stato il pieno coinvolgimento da parte di tutti i bambini ma in particolare di quelli “difficili” che hanno risposto in modo attivo e interessato. Tutti hanno preso coscienza che gli spazi fisici che loro vivono assumono un significato diverso e una dimensione emozionale. Tra gli aspetti positivi sono da evidenziare la creatività e la capacità dei bambini di dare concretezza a ciò che vivono!
Purtroppo, abbiamo dovuto prendere atto che spesso il luogo della casa NON è luogo di condivisione e di confronto. Questo primo incontro rafforza la consapevolezza del ruolo educativo della scuola e ci stimola a trovare nuove strategie educative e didattiche anche perché è stato veramente bello vedere i bambini gioiosi e desiderosi di dare il meglio di loro stessi.

E ancora

 E’ inutile dirvi quanto l’esperienza di ieri sia stata arricchente. I nostri alunni  hanno risposto molto bene. Anche quei bambini con qualche difficoltà sono riusciti a “stare” nell’attività e a parteciparvi con entusiasmo. Ciò che più mi ha sorpreso è stata  la partecipazione, la gioia  e la magia che si è creata. Oggi i bambini mi hanno chiesto di poter scrivere un breve testo per terra; dopo un breve attimo di esitazione glielo’ho accordato! Che gioia, hanno scritto tutti, e anche bene. Sono anche molto contenta delle vostre impressioni positive sulla classe. E’ vero , sono abituati a lavorare insieme con modalità aperte e non individuali e l’esperienza condotta ieri con voi mi aiuta a rafforzare questa mia convinzione!

Noi siamo più che felici di respirare questo entusiasmo e carichi più che mai ci prepariamo a svolgere con loro la seconda fase della nostra ricerca, assieme al compositore Nigel Osborne.

Continuate a seguire #Silentcity e scoprite assieme a noi dove ci porterà questa sfida!

 

 

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