SCOPRI GLI ARTISTI DI SILENT CITY: Tommaso Ussardi

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30 mag 2018 in Silent City

Author : Rita

In questi mesi di creazione per Silent City, il nostro progetto per la costruzione di una Community Opera per il programma di eventi di Matera 2019, ci piacerebbe pian piano condurvi verso il processo, lungo e complesso, che caratterizza  creazione di un’Opera inedita contemporanea, fatta dalla comunità e guidata dagli artisti.

Vi abbiamo raccontato il lavoro di creazione collettiva fatto prima con il drammaturgo, poi con il compositore e vi stiamo man mano presentando tutte le ( tante)  figure artistiche che girano attorno a Silent City.

Quando abbiamo scelto il nostro team ci siamo resi conto che, oltre ad essere un gruppo composto da competenze  internazionali, con tanta esperienza e tanto lavoro alle spalle, una cosa accomunava tutti: l’essere sognatori. Perché Silent City, prima ancora di essere un’ Opera, un progetto artistico, un processo, un’ esperimento,  è una sfida mossa da un sogno.

Uno di questi sognatori è sicuramente Tommaso Ussardi, Direttore d’Orchestra. Classe 1984, nato a Venezia ma  bolognese d’ adozione, è il fondatore, oltreché Direttore dell’Orchestra Senzaspine, orchestra  composta da musicisti under 35 e ormai nota per il progetto di riqualificazione urbana e culturale ‘Mercato Sonato’ di Bologna. 

Dopo il drammaturgo Andrea Ciommiento e la librettista Cristina Ubah Ali Farah, ecco come Tommaso ha risposto alle nostre domande del Meet The Team:

1) Cosa sognavi di fare da bambino e dove immaginavi avresti vissuto?
Da bambino, ahimè, sognavo di fare il calciatore… poi per fortuna è arrivata la Musica. Non avevo idea in quale città avrei poi vissuto ma ricordo bene l’emozione che mi creava quell’assenza di risposta e la curiosità nel cercare di scoprirne il nome.
2) Cosa fai oggi e dove vivi oggi?
Sono un direttore d’orchestra, compositore, insegnante, direttore artistico, cultural manager e probabilmente anche altre cose di cui ancora non sono a conoscenza.. il tutto si può sintetizzare dicendo che faccio “l’operatore culturale”. Vivo a Bologna e ci vivo bene.

3) Proviamo a far immaginare quest’Opera che ancora non esiste…

… proviamoci!

4) Se diciamo Opera cosa ti viene in mente?
Uno spazio e un tempo dove parola, gesto e suono si fondono in un’unica “visione” d’insieme.

5) E se diciamo Silenzio?
La tela “bianca” dove proiettare il suono

6) E se diciamo Città?
La pòlis, bene comune di cui prendersi cura quotidianamente incrociando saperi, credenze, sogni e speranze delle comunità che la convivono.

7) Sarai uno degli artisti che guiderà le comunità in questo lungo processo di creazione
collettiva di un’Opera lirica.Usiamo e useremo spesso queste espressioni: arte
partecipata, arte di comunità, cosa significano per te?
Per me l’unico modo che permette all’Arte di vivere è proprio “ essere partecipata”. L’arte in primis partecipata dagli artisti che la vivono.. e questo non sempre avviene. In secondo luogo un oggetto artistico per essere tale deve saper cogliere l’attenzione, tener fermo lo spettattore o ascoltatore, quindi “intrattenerlo”, coinvolgerlo e renderlo partecipe nell’atto di espressione. A questo punto risulta molto interessante per me spostare l’attenzione e il coinvolgimento nel processo creativo, dimensione dove spazio e tempo non esitono. Interessante rendere protagonisti un insieme di individui che come singoli non hanno consapevolezza creativa ma una volta coinvolti, ascoltati e posti di fronte a delle scelte, possono gettare dei semi che, coltivati con cura, incrociati e “potati” potranno fiorire in un’opera d’arte.

8) Quando, secondo te, l’arte riesce davvero a cambiare le cose?
L’arte cambia le cose quando riesce a cambiare chi incontra. Se l’incontro è profondo ti genera, amplifica, sconvolge e ti riconsegna al mondo con una maggiore e profonda consapevolezza di sé e degli altri, facendoti “riflettere” di una luce propria che prima di quell’incontro non sapevi nemmeno di custodire.

Orgogliose di avere il Maestro Ussardi nel nostro Team!

 

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