DIARIO DI UNA MAESTRA. Può il teatro insegnarci a non aver paura di sbagliare?
E’ la prima lezione di teatro per un nuovo gruppo di bimbi. Hanno tutti facce sorridenti e si guardano tra di loro. L’entusiasmo per qualcosa di nuovo che sta per cominciare è nell’aria. Sembrano stare tutti bene e divertirsi. Ma ad un certo punto, mentre stiamo tutti seduti nel “cerchio magico” – il cerchio in cui si dà spazio alla fantasia – una bambina teneramente mi interrompe e con una vocina sottile e lo sguardo basso mi chiede: “Che succede se non sappiamo fare qualcosa?”. La frase mi coglie di sorpresa, ma ho la prontezza di rispondere: “A teatro non saper fare qualcosa non è un problema. Basta provarci. Provarci e avere pazienza. Prima o poi si impara, sempre. E se proprio una cosa non ci riesce come ci aspettiamo, vorrà dire che la faremo a modo nostro. Per esempio, se io non sono molto intonata e mi metto a cantare, magari non sarò la migliore cantante del mondo, ma potrei essere divertente”. E comincio a cantare in modo particolarmente sgraziato. I bambini ridono e stanno al gioco. “Che dite? Sono in grado di interpretare una cantante un po’ stonata?”. “Si!!!! Quella lì era Miss Stonatina”. Guardo la bambina timorosa e vedo che ha finalmente riaperto il […]
21 ott 2016 in La Scuola sull'Albero
Cosa è successo dopo ogni replica di “Lemmings”
La sera del debutto dello spettacolo LEMMINGS (la nostra nuova produzione portata in scena nell’ambito della rassegna La Scena Lucana) è successa una cosa strana, sorprendente.  Dopo gli applausi, usciti di scena, in sala continuava a regnare un silenzio perfetto. Siamo rimasti anche noi qualche secondo senza parlare, dietro le quinte, guardandoci stupiti, per capire cosa stesse succedendo dall’altra parte. Abbiamo aspettato ancora qualche secondo, ma niente. Il mormorio continuava a non arrivare. Sbirciamo dal sipario. Il pubblico, con già le luci di sala accese, stava ancora lì, zitto, inchiodato alla sua poltrona. “Che facciamo?”. Gli inchini e gli applausi, pratica che da sempre chiude quello spazio-tempo di comunicazione intima che si crea tra l’attore e il pubblico, non erano bastati a sancire la fine di quell’incontro. E così abbiamo preso la decisione di andare in platea, in mezzo al pubblico, per “raccogliere” quel silenzio. Gli spettatori se ne stavano lì, ancora sprofondati nelle loro poltrone, con gli occhi pieni di commozione e il sorriso di chi ha partecipato sul serio. E ora aveva voglia di parlare con noi prima di concedersi definitivamente. La magia del teatro sta tutta lì: nel flusso empatico, nel movimento circolare di energie che prende vita tra pubblico e […]
NET-Acting: workshop teatrali
Da Novembre parte NET-Acting! 8 workshop per 8 weekend per 8 discipline teatrali con gli artisti del nostro network provenienti da tutta Italia. Cosa, quando, dove e con chi scoprilo scaricando la brochure!
14 ott 2016 in News sull'Albero
Come il teatro favorisce l’apprendimento scolastico
Prima dei sei anni (ovvero prima dell’inserimento scolastico) il gioco è il principale (se non esclusivo) strumento di apprendimento di un bambino. Egli è infatti costantemente in movimento, le sue attività ludiche sono spontanee e non appena il suo interesse viene attratto da qualcosa ecco che il gioco si sviluppa da sé. Nella scuola dell’infanzia, dove le attività hanno precise finalità didattiche e sono rigorosamente programmate, l’apprendimento avviene comunque attraverso l’esperire e quindi attraverso un approccio fondamentalmente ludico e attivo. Con l’ingresso nella scuola primaria, i bambini vengono catapultati in un sistema educativo in cui si sta fermi e si ascolta: la dimensione giocosa improvvisamente svanisce; al ‘fare’ in prima persona (io) si sostituisce il ‘dire’ in terza persona (l’insegnante); alla leva motivazionale della curiosità subentra quella del voto; si richiede attenzione per molte ore consecutive. Ecco che così tutto quello che fino a qualche mese prima si imparava divertendosi e in maniera non impositiva, ora si apprende con una richiesta di sforzo e fatica spesso inutile. Il rischio è che il bambino si demotivi e associ alla scuola un senso di noia e frustrazione. Nonostante lo sforzo e l’intraprendenza di tante bravissime insegnanti di innovare un sistema educativo ancora […]
23 set 2016 in La Scuola sull'Albero
La Compagnia Teatrale L’Albero torna in teatro con LEMMINGS
La Compagnia Teatrale L’Albero all’interno della rassegna “La scena lucana” promossa da Teatri Uniti di Basilicata nel mese di ottobre porterà in scena in sette città della Basilicata lo spettacolo “Lemmings”. Scegliete il luogo o la data che preferite: MELFI – 03/10/2016, ore 21.00 presso il Teatro Ruggiero – Opera AVIGLIANO – 05/10/2016, ore 21.00  presso l’Auditorium Comunale OPPIDO LUCANO – 06/10/2016, ore 21.00 presso il Teatro Obadiah LAVELLO – 07/10/2016, ore 21.00  presso il Teatro San Mauro POTENZA – 08/10/2016, ore 21.00 presso il Teatro Francesco Stabile MOLITERNO – 09/10/2016, ore 21.00 presso il Teatro Pino MATERA – 16/10/2016, ore 21.00 presso il Teatro Comunale Per l’acquisto dei biglietti: http://teatriunitidibasilicata.com/spettacoli/lemmings/     LEMMINGS Scritto da Laura Grimaldi diretto da Vania Cauzillo con Donatella Corbo, Alessandra Maltempo, Michele Stella. Luci e scene di Donato Zac Video Mapping di Nicola Formicola Hemingway, Sylvia e Cesare non si conoscono, ma si danno appuntamento su un sito di incontri per suicidarsi insieme. Nella macchina in cui aspettano di morire iniziano a raccontarsi e ad accadere in scena le loro storie. Forse sono i fumi del monossido di carbonio che li sta uccidendo, forse hanno bisogno di parlare, forse sono solo biglietti d’addio. La fine si avvicina, la fuga dalla […]
21 set 2016 in Compagnia teatrale
Imparare l’inglese attraverso le discipline artistiche, si può!
Abbiamo bisogno di imparare, parlare e usare l’inglese. E abbiamo bisogno di iniziare a farlo in età scolare perché se si impara a quell’età la lingua si posizionerà in un parte del cervello che ci permetterà di non dimenticarla mai più. Quali sono i benefici per un bambino che apprende una lingua straniera? -linguistici, poiché i bambini hanno una facilità maggiore nell’apprendimento dato che il loro giovane cervello è flessibile e può acquisire un nuovo e differente sistema linguistico in maniera naturale e semplice; -cognitivi, poiché i bambini che studiano una lingua straniera mostrano delle alte performance in altre competenze base come la risoluzione di problemi, ma ancora la memoria, la pianificazione e le capacità multi-tasking.   L’età nell’apprendimento di una lingua resta quindi un fattore fondamentale: i bambini tendono ad imparare più facilmente una lingua con maggiori possibilità di successo rispetto agli adulti perché usano le stesse strategie semplici usate per la loro lingua madre.   Tuttavia i traguardi di apprendimento richiesti oggi affrontano aspetti e temi che investono sempre più profondamente la soggettività. Le competenze oggi più rilevanti sono quelle che coinvolgono l’individuo nella sua modalità d’essere, nella sua personalità, nella fiducia in se stesso. Affrontare con successo […]
16 set 2016 in La Scuola sull'Albero
La creatività e il teatro come strumenti educativi privilegiati
Albert Einstein, si sa, era uno scienziato, eppure non aveva alcun dubbio sull’importanza della fantasia: “Se osservo me stesso e il mio modo di pensare, mi è chiaro che la fantasia è per me molto più importante della capacità di pensiero astratto”. Il bambino sviluppa la capacità di fantasticare tra il secondo e il terzo anno di vita, ovvero quando il gioco perde il suo carattere concreto e oggettivo. In questo stadio dello sviluppo cognitivo, il bambino non si accontenta più di battere un cucchiaio sulla pentola: ora la pentola diventa una barca e il cucchiaio diventa un remo. Facendo un altro esempio, se si dà ad un bambino di due anni una scodella piena di sabbia e gli si dice che è una torta di compleanno, può succedere che il bambino cominci a mangiare la sabbia. Un bambino di tre anni invece ti guarderà e risponderà: “E’ solo un gioco, vero?”. Il bambino di quattro anni sa che è un gioco: comincerà quindi ad ornare la sabbia con fiori e foglie e inviterà gli amici a una festa di compleanno. Insomma, a quest’età il bambino può prendere in mano le cose più semplici e farle diventare qualsiasi cosa desideri […]
09 set 2016 in La Scuola sull'Albero
L’importanza del gioco teatrale per lo sviluppo dei bambini
Si sa: il bambino impara principalmente imitando dagli adulti. Gesti, parole, atteggiamenti, vengono assorbiti fino a diventare parte del suo essere: dal linguaggio, alle azioni quotidiane, alle regole di comportamento, alle qualità morali, tutto avviene prima osservando e poi imitando, esattamente come fa un attore. “Recitare”, infatti, letteralmente vuol dire “citare due volte” ovvero “ripetere”, che è quello che i bambini fanno già in maniera del tutto naturale e spontanea. E poi c’è l’importanza del gioco. Non quello dei giocattoli iper-tecnologici o didattici oggi divenuti così popolari, ma quello esperito con oggetti semplici, essenziali e poco definiti perché la fantasia del bambino possa farli vivere come desidera. Il gioco è quindi l’attività più seria che un bambino possa fare. Rudolf Steiner diceva: “Gli spazi dedicati al gioco sono spazi di futuro”, ovvero spazi in cui gettare le basi per la “costruzione” della personalità. Anche sotto questo aspetto c’è un chiaro e forte parallelismo con il teatro: nella lingua inglese, infatti, recitare si traduce con “to play” ovvero “giocare”. Ed è proprio la dimensione fortemente ludica della recitazione che la rende un’attività particolarmente indicata per i bambini. Insomma, non è un caso se il teatro è da sempre considerato da pedagogisti […]
02 set 2016 in La Scuola sull'Albero
Romeo e Giulietta: ancora??
Certo, di stucchevolezza in questi cinquecento anni la “suprema e dolente tragedia di Giulietta e del suo Romeo” ne ha masticata parecchia. Fatto sta che tutti ne abbiamo sentito parlare almeno una volta, tutti abbiamo assistito a un qualsivoglia allestimento, musical, opera liberamente tratta, lettura. E tutti ci siamo paragonati a un amore così assoluto e definitivo, oppure ce ne siamo scherniti.   Eppure di Romeo e Giulietta non siamo ancora sazi: perché? Con gli allievi–attori adulti del corso di teatro avanzato di Melfi abbiamo ripreso in mano la tragedia lavorando sulla possibilità di costruire più piani di interpretazione e, dunque, di linguaggi con l’obiettivo di restituire al pubblico la contemporaneità di questo testo. Non è stato facile. Abbiamo creduto più volte di perdere la testa perché quello che ne è venuto fuori è una resa teatrale ad alto tasso psicologico.  Il testo di ‘Finchè Shakespeare non ci separi’ – scritto da Raffaele Graziano Flore e Alessandra Maltempo – è stato scritto su una struttura a scatole cinesi. La tragedia shakespeariana sta infatti dentro un’altra tragedia, quella degli attori chiamati a interpretarla; due drammi che a un certo punto si incroceranno in un unico punto per riscrivere un finale ancora più tragico e terribile di quello che tutti conosciamo. Cinque […]
19 giu 2016 in La Scuola sull'Albero
Nè grandi nè bambini: il teatro che cresce con l’età degli attori
Le età di passaggio, i riti, i rifiuti e le scoperte: come il teatro agisce sul periodo dei cambiamenti Né grandi né bambini: chi si ricorda come ci si sentiva a quell’età particolare in cui si era indecisi se fare qualcosa per paura che fosse troppo da bambini o ci si chiedeva se fosse abbastanza da grandi fare alcune cose? Indecisione e un egoismo crescente preludono da sempre all’adolescenza, in quegli anni particolari in cui si consuma l’ultima fase dell’infanzia e ci si affaccia, di fatto, a una vita nuova. La distanza tra generazioni si acuisce e il dialogo sembra andare a farsi benedire. Ma soprattutto, è un momento in cui non sono solo i ragazzi a crescere, ma anche tutti gli adulti che stanno loro intorno. Si ricalibra tutto, si cerca – se c’è – una lingua comune, e nel momento della prova dissennata del mondo com’è fuori della porta, il senso critico è chiamato a reagire. Qui, potrebbe incontrare il teatro. Nel corso di un anno di lavoro, è questo che abbiamo fatto con i nostri ragazzi più piccoli (8-10 anni) e quelli più grandi (11-13 anni): abbiamo esperito con loro il passaggio tra età. I ragazzi hanno giocato un ruolo, abbattendo i normali confini tra immaginazione e realtà, cercando […]
14 giu 2016 in La Scuola sull'Albero