La motivazione come chiave dell’apprendimento
Molto spesso capita che quando un alunno incontra delle difficoltà nell’apprendimento ci sia la tendenza a dichiararlo sbrigativamente “unico responsabile di questo problema”, perdendo così l’occasione di cercare eventuali limiti delle condizioni educative che lo circondano. Uno di questi limiti potrebbe essere non aver dato abbastanza importanza, da parte dell’educatore, alla motivazione dell’allievo. È infatti dimostrato che la motivazione rappresenta un fattore determinante per l’apprendimento a breve e lungo termine. Per motivazione si intende una forte disponibilità nel perseguire un obiettivo e conquistarlo con perseveranza. La disponibilità a impegnarsi per svolgere un compito e per raggiungere un obiettivo, dipende essenzialmente da due presupposti: dal fascino che un’attività riveste, derivante a sua volta dall’interesse che essa assume per noi e dai vantaggi che immaginiamo di poter ottenere con i nostri sforzi, e dalla probabilità valutata soggettivamente di raggiungere la meta desiderata, denominata anche “fiducia nel successo”, che invece deriva da una valutazione positiva delle proprie capacità e delle condizioni esterne. Di conseguenza, siamo più disponibili a impegnarci quando riteniamo che il fine da raggiungere abbia un grande valore per noi ma anche quando riteniamo di essere in grado di raggiungere un risultato positivo. Quando si lavora con i bambini poi, quest’ultimo punto è ancora più importante perché la fiducia che avranno acquisito in sé stessi nel corso dell’apprendimento di […]
28 mar 2018 in La Scuola sull'Albero
Come si fa a spiegare una cosa così? | Diario di un’allieva
Voi pensate che io faccia il laboratorio di teatro perché voglio diventare un attrice?! Si! Lo so che lo pensate!! Il laboratorio, invece, è pura psicoterapia; è cacciare fuori tutto ciò che hai dentro; è tornare a casa, una volta finito lezione, piangendo o…ridendo; è urlare; ballare a perdifiato; è carezze; è sguardi; è sorrisi; è visi buffi; è risate… è scoprirsi pigro nel non volersi staccare dalla realtà; è fare, dire, pensare qualsiasi cosa senza aver paura di sbagliare; è scoprire te stesso attraverso gli occhi dell’altro, che mai giudica, perché è uguale a te; è il legame che si crea nel gruppo, un legame magico, inspiegabile… è un tunnel percorso ad occhi chiusi e, ad ogni passo, una carezza, un bacio, un abbraccio… Come si fa a spiegare una cosa così o forse un po’ l’ho fatto?
14 mar 2018 in La Scuola sull'Albero
Il teatro: una bilancia che non quantifica ma qualifica
Ultimamente se penso al teatro, soprattutto nella sua valenza educativa, mi viene in mente l’immagine di una bilancia. Cosa c’entra la bilancia con il teatro? Qualcosa può c’entrare… Riflettendo su ciò che accade in sala durante i laboratori e sul lavoro di organizzazione delle lezioni, fatto a casa a tavolino, diventa sempre più evidente come il teatro sia fatto, in tutte le sue sfaccettature, di dicotomie. Ci sono il gioco e la disciplina, la creatività e la logica, l’Io e il Tu, i maestri e gli allievi, l’attore e il pubblico, l’intimità e l’esteriorità. E queste coppie dicotomiche sono sempre in una tensione di equilibrio tra loro: se potessimo metterle su una bilancia i due piatti resterebbero in una situazione di costante e impercettibile oscillazione senza mai pendere troppo da una parte a sfavore dell’altra. Quindi credo che l’immagine della bilancia possa spiegare molto bene il teatro, una bilancia che non misura, non quantifica ma qualifica. E il gioco e la disciplina, la creatività e la logica e così via si qualificano, nel loro apporto educativo, proprio grazie al loro costante rapporto di equilibrio. Ogni gioco presuppone sì la libertà, ma anche la sottomissione a delle regole. Ogni atto creativo presuppone immaginazione e […]
06 mar 2018 in La Scuola sull'Albero
Che fine hanno fatto gli attori in bianco e nero?
Mi sembra incredibile, ma mi è capitato spesso ultimamente di parlare con ragazzi che non conoscono e che non hanno mai sentito parlare di quegli attori con i quali io sono cresciuto, ma che oltretutto hanno fatto la storia del teatro e del cinema italiano. E non parlo solamente dei più piccoli. A volte confrontandomi con ragazzi trentenni, scopro che ignorano certi personaggi che invece davo per scontato che conoscessero. Non parlo di Petrolini morto nel ’36 o di Gilberto Govi che è uscito definitivamente dalla scena della vita nel 1966. Questi sono senz’altro personaggi che appartengono al passato e che purtroppo sono ormai conosciuti solo da chi nutre un particolare interesse per la storia del teatro o da chi, come me, ne ha memoria perché da bambino aveva ancora avuto occasione di vederli in televisione. Però mi sorprende che tanti altri personaggi, come Paolo Stoppa, Aldo Fabrizi, Paolo Panelli, Walter Chiari, Renato Rascel, Gassman o De Sica, Franca Valeri o Marisa Merlini (solo per dirne alcuni), siano dimenticati. Qualcuno mi dice che ne ha sentito parlare, ma che non ha mai visto un loro film, altri ammettono addirittura di non conoscerli assolutamente. Solo Totò sembra ancora resistere, ma probabilmente […]
28 feb 2018 in La Scuola sull'Albero
The importance of being a child… in learning a language
Molti genitori spesso mi chiedono perché sia tanto importante iniziare ad approfondire lo studio dell’inglese sin da bambini. Le risposte sono molteplici ed aprono diversi scenari , ma una cosa che le accomuna è certamente la consapevolezza che apprendere una seconda lingua sin da piccoli è più facile ed è un investimento per il futuro. Il cervello umano è un sistema estremamente complesso ed una sua caratteristica fondamentale è il “cambiamento”.  Alla nascita il bambino possiede quasi tutti i neuroni, in seguito la crescita di ogni regione del cervello dipenderà  dalle stimolazioni che essa riceve e quindi dalla possibilità di creare nuove connessioni tra i neuroni. L’apprendimento precoce di una lingua è caratterizzato proprio da un processo meccanico-sensoriale automatico nel cervello del piccolo ed il modo in cui il cervello si sviluppa, determinerà le capacità cognitive, affettive e sociali dell’adulto. L’acquisizione precoce di più lingue in un bambino “scolpisce” il cervello in maniera diversa rispetto all’acquisizione di un’unica lingua, oppure all’apprendimento adulto di una seconda lingua. I benefici più noti sono quelli dell’accesso a due culture, la maggior tolleranza verso altre culture, vantaggi futuri nel mondo del lavoro, ma soprattutto sul modo di pensare e agire in determinati contesti e situazioni. Quindi, prima si incomincia […]
21 feb 2018 in La Scuola sull'Albero
Silent City. Il team cresce: l’incontro con Il Setticlavio.
Lo scorso 19 gennaio a Matera c’è stata la festa del “meno uno” ma è stato anche il giorno del primo kick-off meeting per Silent City (La città silente), il progetto che guideremo per il programma ufficiale di Matera2019. Opera Circus (UK) e L’orchestra SenzaSpine, i nostri coproduttori, ci hanno raggiunto a Matera per impostare il lavoro per i prossimi due anni. Un lavoro impegnativo perché tantissime sono le sfide per una produzione così complessa: un’Opera originale per l’infanzia, una favola eterna, una favola che partirà dal rapporto privilegiato che il Silenzio ha con la città di Matera. Un’Opera alla cui composizione, guidata dal compositore Nigel Osborne, parteciperà anche comunità di Matera che ispirerà e scriverà con noi la storia e la musica. Il mese di febbraio è stato dedicato a lavorare sulle scelte drammaturgiche e far crescere la squadra di lavoro. La scorsa settimana siamo state a lavoro con Sara Madio, direttrice de “Il Setticlavio” scuola di musica di Matera e Laura Sacco, cantante e educatrice musicale. Due professioniste che da anni portano a Matera sperimentazioni e metodi innovativi nella didattica musicale e credono – come noi – nel valore della formazione artistica, fondamentale per ogni piccolo essere umano. In […]
Cosa si impara da una lezione autogestita
Quel giorno a lezione mi ritrovo il gruppo dimezzato. La scaletta va a farsi benedire e nel giro di un minuto, mentre ciò che rimane degli gnomi mi circonda e mi chiede “Cosa facciamo oggi? Cosa facciamo oggi? Cosa facciamo oggi?”, io devo decidere il da farsi. “Potete allontanarvi, per favore? Mi manca l’aria!” – dico loro per prendere tempo. Quando fanno così mi fanno sentire una mamma-chioccia e il loro tempestarmi di domande e di proposte si trasforma in un indistinto e chiassoso “pio-pio-pio-pio”. “Oggi poi siete più brutti del solito. Non è piacevole avervi così vicini”. E’ una battuta che faccio spesso ai miei allievi. Loro ridono sempre tantissimo. I più temerari controbattono con un “Allora pure tu sei brutta!” – “Ovvio! Allievi brutti, maestra ancora più brutta”. Poi a un tratto, senza quasi aver avuto il tempo di pensarla, pronuncio questa frase: “Oggi faremo una lezione speciale…”. E da brava teatrante lascio la frase sospesa, guardandoli tutti con un mezzo sorriso sulle labbra. Non sono ancora sicura di ciò che sto per dire. I loro occhi si illuminano; cominciano a fare ipotesi, a salterellare sul posto dall’eccitazione. Faccio un gesto per riportarli al silenzio. Tengo una pausa-effetto […]
14 feb 2018 in La Scuola sull'Albero
Diario di un autore: Raffaele Flore
Dicono che scrivere serva a colmare un vuoto, a riempire degli spazi. Sono pienamente in disaccordo: in realtà, forse, scrivere aiuta più che altro a (ri)mettere qualcosa in ordine e a farne, di spazio. Come quando si rimette a posto una cameretta in disordine, o si sparecchiano i resti della cena in cucina: con pazienza e metodo si separano le cose per tipologia, si distribuisce il mondo su scaffali diversi, si impilano di nuovo i piatti uno sull’altro, si mettono in fila e a capo le stoviglie. Scrivere è fare spazio e fare spazio è creare quello che già c’è, solo facendolo sembrare nuovo. Non si inventa nulla, non ce n’è bisogno: si cambia solo l’ordine di lettura di un ambiente, si divide in capitoli una porzione di mondo. La genesi di un copione, specialmente quando è un esercizio condiviso e nasce dal basso, anziché per imposizione calata dall’alto dal LautoRe, è un modo di rimettere in ordine quanto c’era già, aiutando semplicemente qualcun altro a vedere spazi laddove prima c’erano giusto le parole della sera prima o un cumulo di idee ripiegate male sul letto. Dai forma al vuoto, scoprendo che tutto ciò di cui avevi bisogno era in […]
07 feb 2018 in La Scuola sull'Albero
Fare teatro da grandi – Diario di una maestra
Il teatro è incontro ma anche scontro. Un incontro con l’Io e un incontro con il Tu. Uno scontro ovattato dove il limite tra l’Io e il Tu diventa sempre più liquido. Ci si incontra e scontra con il nostro Io ingombrante, con le definizioni, con le abitudini mentali e con le convinzioni che si sono stratificate in noi e si finisce sempre con il rimanere muso a muso con il nostro avversario più temuto: noi stessi. Ed è lì, quando si rimane smascherati, fragili e privi di difese che siamo pronti a donarci all’altro e a essere teneri con noi stessi. Il laboratorio di teatro può diventare cassa di risonanza per il nostro sentire, per i nostri bisogni e le nostre paure. Questa alchimia strana tra l’Io, il Tu e il Noi è la scorciatoia che ci riporta a centrarci e a lasciarci andare nel flusso del presente. Durante l’ultima lezione del Corso di Teatro per adulti abbiamo chiesto loro di scrivere una lettera al proprio Io bambino. Una lettera che fosse un momento di ricongiungimento con la parte di sé piccola, meravigliata e che poco sapeva di ciò che sarebbe stato. Un momento per incontrare il bambino che si è […]
31 gen 2018 in La Scuola sull'Albero
Le fasi dell’apprendimento, ovvero quella maledetta 4° Fase
L’apprendimento prevede diversi passaggi che ognuno, con i suoi tempi ma senza eccezioni, deve attraversare. Il primo di tutti è quello in cui ci si approccia ad una disciplina consapevoli di non sapere, o di non conoscere quelle che possono essere le nostre abilità in quella materia. Abilità spesso solo sopite che aspettano di essere semplicemente risvegliate. (Ed è quello che capita spesso con il teatro) Il secondo passaggio è quello in cui l’allievo, ancora consapevole di non sapere, non osa intervenire. E’ il momento in cui è necessario vincere la propria timidezza e l’imbarazzo iniziale per abbandonarsi al gioco, al divertimento, all’apprendimento. Durante il terzo momento dell’apprendimento, l’allievo scopre di essere in grado di fare cose che inizialmente avrebbe ritenuto inarrivabili. E’ il momento dell’entusiasmo. Ormai il muro dell’imbarazzo è crollato e, anzi, si desidera sperimentare sempre di più. Tutti vorrebbero esibirsi, tutti sono pronti a mettersi in gioco. Arriva così la quarta fase. E’ il momento in cui l’allievo di teatro decide di voler fare “bene a tutti i costi”. E qui, purtroppo, si smette di giocare. Egli si osserva, magari sbirciando la sua immagine attraverso lo specchio dello spazio in cui si esercita e pensa a cosa […]
24 gen 2018 in La Scuola sull'Albero