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Un focus sul laboratorio per adulti che si terrà a Matera, il 7-8 Aprile, Raccogliendo le storie, scrivere la città con  Andrea Ciommiento. Quello che succede veramente, quello che viviamo, il resto,tutto il resto, dov’è? Quello che succede ogni giorno e che si ripete ogni giorno, il banale, il quotidiano, l’evidente, in che modo interrogarlo, in che modo descriverlo? Georges Perec Perché raccontare la città? Scrittori come Perec ribaltano lo sguardo sulla città descrivendo i luoghi urbani come ricordi di una propria esperienza personale. Altri come Calvino ne ricercano le radici, accostando le città ai nostri sogni, costruite su desideri e paure. All’ultimo, lontani dall’arte, si presentano le storie imperfette e meticce del vivere quotidiano: storie che non lasciano sempre traccia. Ritroveremo ricordi “quasi dimenticati, inessenziali, banali, comuni, se non a tutti, perlomeno a molti” attraverso il lavoro creativo in aula e l’esperienza all’aperto di urban orienteering al fine di costruire una mappatura narrativa della città. Parte dei materiali creati saranno condivisi sul web attraverso la geo-localizzazione dei luoghi e degli abitanti incontrati. Come posso partecipare? Scrivendo una mail a: info@silentcity.eu Abbiamo ancora pochissimi posti, e se non doveste farcela ci saranno tante altre azioni partecipate durante tutto il progetto Silent City! Continuate a seguirci!

Quando ero bambino e frequentavo la scuola media, la professoressa di musica ci sottoponeva spesso all’ascolto delle esibizioni di pianoforte di Davide, un mio compagno di classe già molto serio per la sua età, che tutti noi guardavamo con sospetto. Le sue esibizioni erano senz’altro corrette – studiava pianoforte da molti anni – ma prive di sentimento. Era rigido, impostato e non aveva l’aria di divertirsi. Io suonavo invece un modesto flauto dolce, però mi distinguevo dai miei compagni in quanto riuscivo a riprodurre ad orecchio qualsiasi motivo e conoscevo tutto il repertorio allora in voga degli Inti-Illimani. Davide ha continuato i suoi studi in conservatorio ed è diventato un musicista professionista, mentre il mio flauto giace dimenticato nel fondo di un cassetto; chi aveva ragione? Spesso riteniamo che le persone di successo siano arrivate ad ottenere grandi risultati perché dotate di talento. Ma il talento, così come concepito da molti, in realtà non esiste. Infatti, e non sono io a dirlo ma gli studiosi che si sono occupati del problema (come lo psicologo Anders Ericsson), il talento non è altro che un gusto, una preferenza. Una persona che ama disegnare inizierà a farlo fin da bambino diventando bravo molto […]

Ci siamo! Non ci sembra vero dopo quasi un anno di progettazione parte ufficialmente il progetto Silent City | La città silente, un progetto di co-produzione con il programma ufficiale di Matera 2019. Il primo passo di ricerca artistica lo facciamo assieme al drammaturgo che abbiamo scelto per accompagnarci in questa avventura: Andrea Ciommiento, creatore scenico e curatore di progetti d’arte relazionale. Inizieremo ad indagare sul concetto di Silenzio con le comunità e costruire un percorso di scrittura collettiva dell’Opera lirica che andrà poi in scena nel 2019. Esattamente cosa succederà? Per circa due anni, ogni fase di costruzione dell’Opera (la storia, la musica, le parole, le scene, i costumi) sarà aperta e partecipata. La comunità così diventa un compositore che riscopre l’Opera come genere in cui esprimersi, in cui poter addirittura riconoscersi.. Il 7 e l’8 aprile nella sede dell’Albero a Matera, ci sarà un laboratorio di due giorni rivolto a tutti quelli che hanno un particolare interesse alle discipline artistiche, sociologiche e urbanistiche. Non è richiesta una esperienza artistica pregressa ma piuttosto una particolare predisposizione all’ascolto e all’osservazione. La due giorni sarà  un lavoro sulla memoria comune, collettiva, capace di generare domande, conflitti, scandalo, dibattito collettivo sulle questioni […]

Molto spesso capita che quando un alunno incontra delle difficoltà nell’apprendimento ci sia la tendenza a dichiararlo sbrigativamente “unico responsabile di questo problema”, perdendo così l’occasione di cercare eventuali limiti delle condizioni educative che lo circondano. Uno di questi limiti potrebbe essere non aver dato abbastanza importanza, da parte dell’educatore, alla motivazione dell’allievo. È infatti dimostrato che la motivazione rappresenta un fattore determinante per l’apprendimento a breve e lungo termine. Per motivazione si intende una forte disponibilità nel perseguire un obiettivo e conquistarlo con perseveranza. La disponibilità a impegnarsi per svolgere un compito e per raggiungere un obiettivo, dipende essenzialmente da due presupposti: dal fascino che un’attività riveste, derivante a sua volta dall’interesse che essa assume per noi e dai vantaggi che immaginiamo di poter ottenere con i nostri sforzi, e dalla probabilità valutata soggettivamente di raggiungere la meta desiderata, denominata anche “fiducia nel successo”, che invece deriva da una valutazione positiva delle proprie capacità e delle condizioni esterne. Di conseguenza, siamo più disponibili a impegnarci quando riteniamo che il fine da raggiungere abbia un grande valore per noi ma anche quando riteniamo di essere in grado di raggiungere un risultato positivo. Quando si lavora con i bambini poi, quest’ultimo punto è ancora più importante perché la fiducia che avranno acquisito in sé stessi nel corso dell’apprendimento di […]

Voi pensate che io faccia il laboratorio di teatro perché voglio diventare un attrice?! Si! Lo so che lo pensate!! Il laboratorio, invece, è pura psicoterapia; è cacciare fuori tutto ciò che hai dentro; è tornare a casa, una volta finito lezione, piangendo o…ridendo; è urlare; ballare a perdifiato; è carezze; è sguardi; è sorrisi; è visi buffi; è risate… è scoprirsi pigro nel non volersi staccare dalla realtà; è fare, dire, pensare qualsiasi cosa senza aver paura di sbagliare; è scoprire te stesso attraverso gli occhi dell’altro, che mai giudica, perché è uguale a te; è il legame che si crea nel gruppo, un legame magico, inspiegabile… è un tunnel percorso ad occhi chiusi e, ad ogni passo, una carezza, un bacio, un abbraccio… Come si fa a spiegare una cosa così o forse un po’ l’ho fatto?

Ultimamente se penso al teatro, soprattutto nella sua valenza educativa, mi viene in mente l’immagine di una bilancia. Cosa c’entra la bilancia con il teatro? Qualcosa può c’entrare… Riflettendo su ciò che accade in sala durante i laboratori e sul lavoro di organizzazione delle lezioni, fatto a casa a tavolino, diventa sempre più evidente come il teatro sia fatto, in tutte le sue sfaccettature, di dicotomie. Ci sono il gioco e la disciplina, la creatività e la logica, l’Io e il Tu, i maestri e gli allievi, l’attore e il pubblico, l’intimità e l’esteriorità. E queste coppie dicotomiche sono sempre in una tensione di equilibrio tra loro: se potessimo metterle su una bilancia i due piatti resterebbero in una situazione di costante e impercettibile oscillazione senza mai pendere troppo da una parte a sfavore dell’altra. Quindi credo che l’immagine della bilancia possa spiegare molto bene il teatro, una bilancia che non misura, non quantifica ma qualifica. E il gioco e la disciplina, la creatività e la logica e così via si qualificano, nel loro apporto educativo, proprio grazie al loro costante rapporto di equilibrio. Ogni gioco presuppone sì la libertà, ma anche la sottomissione a delle regole. Ogni atto creativo presuppone immaginazione e […]

Mi sembra incredibile, ma mi è capitato spesso ultimamente di parlare con ragazzi che non conoscono e che non hanno mai sentito parlare di quegli attori con i quali io sono cresciuto, ma che oltretutto hanno fatto la storia del teatro e del cinema italiano. E non parlo solamente dei più piccoli. A volte confrontandomi con ragazzi trentenni, scopro che ignorano certi personaggi che invece davo per scontato che conoscessero. Non parlo di Petrolini morto nel ’36 o di Gilberto Govi che è uscito definitivamente dalla scena della vita nel 1966. Questi sono senz’altro personaggi che appartengono al passato e che purtroppo sono ormai conosciuti solo da chi nutre un particolare interesse per la storia del teatro o da chi, come me, ne ha memoria perché da bambino aveva ancora avuto occasione di vederli in televisione. Però mi sorprende che tanti altri personaggi, come Paolo Stoppa, Aldo Fabrizi, Paolo Panelli, Walter Chiari, Renato Rascel, Gassman o De Sica, Franca Valeri o Marisa Merlini (solo per dirne alcuni), siano dimenticati. Qualcuno mi dice che ne ha sentito parlare, ma che non ha mai visto un loro film, altri ammettono addirittura di non conoscerli assolutamente. Solo Totò sembra ancora resistere, ma probabilmente […]

Molti genitori spesso mi chiedono perché sia tanto importante iniziare ad approfondire lo studio dell’inglese sin da bambini. Le risposte sono molteplici ed aprono diversi scenari , ma una cosa che le accomuna è certamente la consapevolezza che apprendere una seconda lingua sin da piccoli è più facile ed è un investimento per il futuro. Il cervello umano è un sistema estremamente complesso ed una sua caratteristica fondamentale è il “cambiamento”.  Alla nascita il bambino possiede quasi tutti i neuroni, in seguito la crescita di ogni regione del cervello dipenderà  dalle stimolazioni che essa riceve e quindi dalla possibilità di creare nuove connessioni tra i neuroni. L’apprendimento precoce di una lingua è caratterizzato proprio da un processo meccanico-sensoriale automatico nel cervello del piccolo ed il modo in cui il cervello si sviluppa, determinerà le capacità cognitive, affettive e sociali dell’adulto. L’acquisizione precoce di più lingue in un bambino “scolpisce” il cervello in maniera diversa rispetto all’acquisizione di un’unica lingua, oppure all’apprendimento adulto di una seconda lingua. I benefici più noti sono quelli dell’accesso a due culture, la maggior tolleranza verso altre culture, vantaggi futuri nel mondo del lavoro, ma soprattutto sul modo di pensare e agire in determinati contesti e situazioni. Quindi, prima si incomincia […]

Lo scorso 19 gennaio a Matera c’è stata la festa del “meno uno” ma è stato anche il giorno del primo kick-off meeting per Silent City (La città silente), il progetto che guideremo per il programma ufficiale di Matera2019. Opera Circus (UK) e L’orchestra SenzaSpine, i nostri coproduttori, ci hanno raggiunto a Matera per impostare il lavoro per i prossimi due anni. Un lavoro impegnativo perché tantissime sono le sfide per una produzione così complessa: un’Opera originale per l’infanzia, una favola eterna, una favola che partirà dal rapporto privilegiato che il Silenzio ha con la città di Matera. Un’Opera alla cui composizione, guidata dal compositore Nigel Osborne, parteciperà anche comunità di Matera che ispirerà e scriverà con noi la storia e la musica. Il mese di febbraio è stato dedicato a lavorare sulle scelte drammaturgiche e far crescere la squadra di lavoro. La scorsa settimana siamo state a lavoro con Sara Madio, direttrice de “Il Setticlavio” scuola di musica di Matera e Laura Sacco, cantante e educatrice musicale. Due professioniste che da anni portano a Matera sperimentazioni e metodi innovativi nella didattica musicale e credono – come noi – nel valore della formazione artistica, fondamentale per ogni piccolo essere umano. In […]

Quel giorno a lezione mi ritrovo il gruppo dimezzato. La scaletta va a farsi benedire e nel giro di un minuto, mentre ciò che rimane degli gnomi mi circonda e mi chiede “Cosa facciamo oggi? Cosa facciamo oggi? Cosa facciamo oggi?”, io devo decidere il da farsi. “Potete allontanarvi, per favore? Mi manca l’aria!” – dico loro per prendere tempo. Quando fanno così mi fanno sentire una mamma-chioccia e il loro tempestarmi di domande e di proposte si trasforma in un indistinto e chiassoso “pio-pio-pio-pio”. “Oggi poi siete più brutti del solito. Non è piacevole avervi così vicini”. E’ una battuta che faccio spesso ai miei allievi. Loro ridono sempre tantissimo. I più temerari controbattono con un “Allora pure tu sei brutta!” – “Ovvio! Allievi brutti, maestra ancora più brutta”. Poi a un tratto, senza quasi aver avuto il tempo di pensarla, pronuncio questa frase: “Oggi faremo una lezione speciale…”. E da brava teatrante lascio la frase sospesa, guardandoli tutti con un mezzo sorriso sulle labbra. Non sono ancora sicura di ciò che sto per dire. I loro occhi si illuminano; cominciano a fare ipotesi, a salterellare sul posto dall’eccitazione. Faccio un gesto per riportarli al silenzio. Tengo una pausa-effetto […]