La motivazione come chiave dell’apprendimento

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28 mar 2018 in La Scuola sull'Albero

Author : Ramona

Molto spesso capita che quando un alunno incontra delle difficoltà nell’apprendimento ci sia la tendenza a dichiararlo sbrigativamente “unico responsabile di questo problema”, perdendo così l’occasione di cercare eventuali limiti delle condizioni educative che lo circondano.
Uno di questi limiti potrebbe essere non aver dato abbastanza importanza, da parte dell’educatore, alla motivazione dell’allievo.

È infatti dimostrato che la motivazione rappresenta un fattore determinante per l’apprendimento a breve e lungo termine.

Per motivazione si intende una forte disponibilità nel perseguire un obiettivo e conquistarlo con perseveranza.
La disponibilità a impegnarsi per svolgere un compito e per raggiungere un obiettivo, dipende essenzialmente da due presupposti: dal fascino che un’attività riveste, derivante a sua volta dall’interesse che essa assume per noi e dai vantaggi che immaginiamo di poter ottenere con i nostri sforzi, e dalla probabilità valutata soggettivamente di raggiungere la meta desiderata, denominata anche “fiducia nel successo”, che invece deriva da una valutazione positiva delle proprie capacità e delle condizioni esterne.

Di conseguenza, siamo più disponibili a impegnarci quando riteniamo che il fine da raggiungere abbia un grande valore per noi ma anche quando riteniamo di essere in grado di raggiungere un risultato positivo.

Quando si lavora con i bambini poi, quest’ultimo punto è ancora più importante perché la fiducia che avranno acquisito in sé stessi nel corso dell’apprendimento di una determinata conoscenza, o abilità, costituirà per il loro futuro un punto fermo, su cui faranno sempre riferimento.

Nell’apprendimento dell’inglese, l’idea che questa sia una materia scolastica, in cui i bambini sono sottoposti a un giudizio/voto da parte dell’insegnate, fa sicuramente perdere un po’ del suo fascino a una lingua che, al contrario, dovrebbe essere vista e vissuta come possibilità di comunicare con l’altro, come parte costitutiva del quotidiano, che ci circonda in ogni direzione.

Nel corso delle lezioni di Learn and Play English riserviamo sempre una grande attenzione alla motivazione degli allievi, non perdendo mai di vista che, attraverso il gioco, i bambini devono poter abbracciare una cultura che non è loro familiare e diventare consapevoli della loro capacità di riuscire a parlare una lingua che non gli appartiene, dandosi così l’opportunità di investire nel proprio futuro in maniera costruttiva, eliminando quel pregiudizio (tipico invece degli adulti) che ci spinge a dire: “io non so parlare l’inglese, ho provato tante volte ma non ci sono riuscito”.

L’atteggiamento di dialogo è quindi essenziale per accrescere la motivazione e per il raggiungimento di risultati positivi; sarebbe del tutto inutile operare in un clima punitivo che, al contrario, inibirebbe i piccoli allievi e minerebbe la loro fiducia in sé stessi.

Sdoganare l’inglese, renderlo un gioco e parte del quotidiano è il nostro obiettivo e per farlo premiamo i bambini per il loro entusiasmo e guardiamo alla motivazione intrinseca, come a un desiderio da coltivare con cura e attenzione, perché sarà questa pulsione a spingere il bambino a voler imparare sempre di più.

E’ importante che i bambini comincino a guardare dentro di sé, per capire cosa provano, imparando infine a fidarsi delle loro capacità.

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