In bocca al lupo a Matera

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17 Ott 2014 in Compagnia teatrale, News sull'Albero

Author : L'Albero

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Un anno fa, durante #Passaggio2019 insieme alla Compagnia dello IAC, Valentina Tramutola e Emanuele Curti abbiamo scritto a più mani tre monologhi per Matera recitati da un anziano, un bambino e una giovane.
Per fare il nostro in bocca al lupo a Matera e a tutte le generazioni della #basilicata2019 abbiamo pensato di pubblicare il monologo dedicato al futuro. 
(ph: Rocco Giove)

FUTURO REMOTO

La cosa migliore del futuro è che io là ancora non conosco nessuno.
Mi guardo intorno e vedo già come saremo.
Non cambia poi molto, è solo tutto un po’ meglio. Tutti riusciremo a gustarci quello che ci appartiene e a cui apparteniamo. Una vita più semplice, facile, tutti insieme.

Si perchè io sarò diventato grande, e insieme a me i miei amici.
Siamo al centro di una scommessa, con tutto il territorio che abbiamo intorno. Dalla murgia al mare della Puglia, dalla montagna alla Campania, e con l’Europa, i paesi del Mediterraneo, insomma l’umanità.
In questo futuro che io vedo, studiamo tutti insieme per far crescere la voglia di avere cultura, di partecipare alle cose.
Deve diventare necessario, e anche naturale, come andare in bici o scherzare on gli amici. Mi vedo già con i miei amici che passiamo davanti al museo di Palazzo Lanfranchi dove c’è la gente in fila e davanti al Teatro ‘Duni’, di sera quando apre il botteghino.
La città è piena di cose da fare.
E non la vedo come un insieme di musei, teatri e cinema.
È diverso, dobbiamo far funzionare la testa per fare di questi posti qualcosa di speciale, ideare cose nuove, piacevoli e divertenti.
Ma non sono solo sognatore. So perfettamente che se non cominciamo noi nel presente a pensare che infondo dipende anche da noi, chi lo farà? Chi lo farà per noi? Nessuno.
Come dice mia nonna bisogna vivere bene, non sopravvivere, e dobbiamo pensare a come migliorare quello che abbiamo. Del passato non si butta niente, io lo so, fossi matto!
Io non aspetto altro che un momento di confronto, e già mi vedo accanto ad un portoghese, ad un tedesco, un serbo, siriano, un arabo, tutti amici miei per costruire una nuova cultura.
E io racconterò loro come si vedono le cose da dove cresco io, dal Sud, di come le cose da qui si vedono come se fossero a testa in giù. Ed è diverso da quello che vedono gli altri, I miei nuovi amici mi racconteranno delle cose che io non ho mai potuto vedere e poi ci diremo le cose del futuro, ancora più futuro
Non attendo altro che un confronto, per parlare dei muri della città da rendere più belli con dei murales.
Artisti, creativi, scienziati, letterati, scrittori, persone. Matera mi darà una casa enorme dove ospitarli tutti e invece che le figurine ci scambieremo le idee. Perché siamo diventati grandi e le figurine non ci interessano più, tutti insieme. Proprio qui, a Matera, io già me lo immagino, succederà, davvero, sta succedendo.

Non attendo altro che un confronto.

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