Dulce bellum inexpertis.

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24 Giu 2019 in SOS teatro

Author : L'Albero

La guerra piace a chi non la conosce.

Nel 1987 nasce i programma Erasmus (EuRopean community Action Scheme for the Mobility of University).

Ma Erasmus non è soltanto un acronimo per indicare il programma di mobilità studentesca, ma anche un chiaro riferimento e un omaggio ad Erasmo da Rotterdam.

Erasmo fu un intellettuale umanista che visse a cavallo tra il quindicesimo ed il sedicesimo secolo, anticipando di parecchi secoli il sogno di un’umanità unita da radici culturali comuni.

Ed è per queste ragioni che l’ Unione Europea lo ha scelto come simbolo di una comunione intellettuale capace di trasformare la diversità in elemento di arricchimento e non di divisione tra i popoli.

“Se metti su una bilancia da una parte i vantaggi e dall’altra gli svantaggi, ti accorgi che una pace iniqua è molto meglio di una guerra equa.” (Erasmo da Rotterdam)

Erasmo parla di tolleranza proprio in quei tempi minacciati dalle guerre di religione che segneranno l’Europa a seguito della Riforma protestante.

Il grande umanista spiega, anticipando la necessità di un sistema pacifista, che la guerra giusta semplicemente non esiste, argomentando la sua tesi nella sua pubblicazione “Dulce bellum inexpertis”.

Egli comprese, grazie ai suoi viaggi attraverso tutto il territorio europeo, quanto sia necessario per il proprio arricchimento personale la conoscenza ed il confronto con le altre culture.

Sua, infatti, la frase  :“Un uomo non è nato un uomo, ma lo diventa.”

Non è un caso che il personaggio che abbiamo ideato per raccontare ai bambini e alle famiglie cos’è e come funziona l’unione Europea si chiami proprio Erasmo (su www.accademiadeglistracuriosi.it troverete tutti i suoi video e giochi educativi).

Per meglio conoscere  Erasmo da Rotterdam, umanista, letterato, ma anche filosofo, consigliamo la visione del video ERASMO, PACIFISTA CRISTIANO nel quale, il professor Matteo Saudino, spiega brevemente ma con efficacia il pensiero del grande filosofo a riguardo della guerra.

LA NASCITA DEL PROGETTO ERASMUS

L’esigenza di viaggiare per motivi di istruzione, non è quindi legata strettamente alla nostra epoca.

Già nel diciassettesimo secolo era consuetudine che i giovani delle famiglie abbienti viaggiassero per completare la loro istruzione. Il loro viaggio, che poteva durare anche svariati anni, li portava alla scoperta delle maggiori  capitali europee. L’Italia, grazie al suo patrimonio artistico e culturale, è chiaramente stata una tappa fissa per tanti importanti pensatori del nostro millennio, così come ne è testimone Goethe nel suo saggio “Viaggio in Italia”.

Ma volendo andare ancora indietro nel tempo anche Giulio Cesare ha vissuto il suo Erasmus, così come ci racconta Sofia Corradi in questo VIDEO

MAMMA ERASMUS

Sofia Corradi è stata una delle prime donne che poterono andare a studiare negli Stati Uniti, grazie ad una borsa di studio conferitale nel 1957. Purtroppo però al suo rientro a Roma i suoi esami dati all’estero non furono ritenuti validi dalla sua università.

Fu a seguito di questo evento che ebbe l’idea, dalla quale prese vita il progetto Erasmus, per la quale lo studente può richiedere al Consiglio di Facoltà di dichiarare l’equivalenza degli studi compiuti all’estero.

Questa sua iniziativa riscosse un grande consenso dapprima in Italia, ed in seguito in tutta Europa, gettando le basi per quello che nel 1987 divenne ufficialmente il Progetto Erasmus.

IL PROGRAMMA ERASMUS IN BREVE

Il programma Erasmus nasce per favorire gli scambi culturali tra gli studenti europei, affinché possano arricchire il proprio patrimonio di conoscenze grazie ad esperienze di contatto con la cultura di altri paesi.

Grazie ad esso uno studente universitario europeo ha la possibilità di intraprendere un periodo di studio in un’università straniera riconosciuto dalla propria università.

Per saperne di più si può consultare il SITO UFFICIALE DELL’UNIONE EUROPEA che, oltre alle informazioni per chi vuole studiare all’estero, offre la possibilità di conoscere le opportunità date ai cittadini europei in tema di cultura, lavoro, salute, diritti umani, commercio, politiche sociali e tanto altro ancora.

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