DIARIO DI UNA MAESTRA. 8° Giorno

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20 Ott 2014 in La Scuola sull'Albero

Author : Alessandra

I giorni 11 e il 18 Ottobre è accaduto qualcosa di davvero speciale nella nostra scuola. Giornate intense per i nostri allievi più grandi che hanno affrontato un percorso di consapevolezza del corpo e di relazione con l’altro molto interessante. Qual è il nostro centro motore? E il nostro punto d’appoggio e di equilibrio? Quali sono gli stati della tensione del corpo di un attore e quindi del suo personaggio? Che differenza c’è fra compito e obiettivo?  input stimolanti che sicuramente approfondiremo nel corso dell’anno accademico.

Ma queste sono state due giornate speciali anche per noi maestre in quanto coach di questo lavoro è stato un nostro ex-allievo, Mattia. Certo, chiamare Mattia semplicemente ex-allievo è sempre un po’ riduttivo…
E’ difficile infatti spiegare la sensazione che ho provato guardandolo lavorare ‘dall’altra parte’. Potrei usare la parola ‘orgoglio’, ma anche questa sarebbe riduttiva. Lo scricciolo biondissimo e riservatissimo, ma strabordante di immaginazione e fantasia che a otto anni ha messo piede nella nostra scuola per uscirne solo dieci anni dopo, era lì, più bravo e sicuro che mai, a regalare ai suoi ex compagni di corso ciò che sta imparando in una delle più prestigiose accademie d’Italia.

Qualche settimana prima avevamo discusso a lungo sul programma: prima abbiamo individuato l’area di lavoro dello stage, poi definito la scaletta. Dopo la prima giornata, considerate le reazioni dei nostri ragazzi, ci eravamo nuovamente confrontati per eventuali modifiche da apportare al programma di lavoro. Uno dei migliori allievi che la nostra scuola abbia mai avuto per talento, intelligenza e serietà, ora mi stava seduto davanti, sul divano di casa, da ‘collega’, un collega-albero anche lui perché sapeva perfettamente di cosa in questo momento hanno bisogno i nostri allievi dal punto di vista didattico, e non solo…

Sono stata tutto il tempo ad assistere alla lezione in rigoroso silenzio (era la sua lezione!) e mi sono così goduta lo spettacolo di una sessione di training attoriale semplicemente bella, nei contenuti e nella modalità di conduzione. Poi ogni tanto, lo ammetto, mi ‘assentavo’… mi assentavo per concentrarmi non più sulla bellezza della lezione, ma sulla sua. Perché Mattia è un generoso e un coraggioso, uno di quei ragazzi che ha la fortuna di amare sempre e profondamente ciò che fa e di seguire un sogno. E’ in questo che sta principalmente la sua bellezza. Lui a teatro si illuminava e vibrava, e ora quella luce era ancora più affascinante e splendente perché più matura, più consapevole.
“Mattia sarà sempre il “nostro” Mattia…” – pensavo mentre lo guardavo ammirata. “Infondo è cresciuto con noi. E ora eccolo di nuovo qui, nella sua scuola, in questa nuova veste, per dare – ancora una volta – il meglio di sé”.

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