DIARIO DI UNA MAESTRA. 12° giorno

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04 Nov 2014 in La Scuola sull'Albero

Author : Alessandra

“Bambini, qual è secondo voi la dote più importante per un attore?”
“Saper recitare!”
“Sì, ma per saper recitare cosa serve?”
“Dire bene le battute” – “Avere memoria!” dicono alcuni.
I più “esperti”, invece, attingono le risposte dagli esercizi appena fatti e rispondono:
“Parlare a voce alta!” oppure “Stare attenti”
“Tutte le cose che dite sono importanti, ma ce n’è una più importante di tutte. Vi diamo un aiuto: inizia con la lettera ‘i’…”
“Intelligenza!”
“I…….” (una parola incomprensibile che nella testa del bambino stava per “immedesimazione”).
“E’ l’immaginazione ovvero la capacità di far credere al pubblico che ciò che accade sul palco sta accadendo davvero, anche se è soltanto nella nostra testa”.
Con questa premessa parte un esercizio in cui i piccoli allievi-attori devono immaginare di scartare un pacco regalo e far capire, solo attraverso la mimica, che oggetto hanno trovato. Tutti scartano cellulari, tablet e nintendo.
Io e Assunta allora decidiamo di spingerli oltre quello che è il loro quotidiano.
“Rifacciamo lo stesso esercizio, ma questa volta si tratta di un oggetto impossibile. Un regalo che mai potreste ricevere nella realtà”.
Parte così il secondo giro: una carrellata di pattini, skateboard e biciclette. Angelo, 8 anni, trova però dei soldi e alla domanda: “ma come soldi??” giustamente risponde: “Io ne ho mai!”.
“Ma questi non sono regali impossibili!”
“Sì che lo sono, visto che ancora non ci sono stati regalati!” dice qualcuno. La logica dei bambini è davvero spiazzante.
Ma non appena io e Assunta dichiariamo i nostri regali impossibili (rispettivamente la macchina del tempo e il dono dell’invisibilità) ecco che alle biciclette e ai pattini di prima miracolosamente spuntano le ali!
Col gruppo dei bambini un po’ più grandi, i folletti, accade più o meno la stessa cosa. Devono inventare una macchina che non esiste ed ecco saltar fuori la macchina del relax, che altro non è che una variante del letto. “Bambini, avevamo detto ‘che non esiste’!” E loro: “Ma se non esiste, come facciamo ad immaginarla?”. “Basta partire da un vostro bisogno, un vostro desiderio, una vostra necessità”.
Alla parola ‘necessità’, Savio, 11 anni, si illumina ed esclama trionfante: “Ho trovato!! La macchina che fabbrica Nintendo!”.
Ok. E’ ufficiale. Il Nintendo è ormai lo spauracchio delle maestre di teatro; uno sorta di male oscuro che inghiotte l’immaginazione dei nostri allievi, come nel film ‘La Storia Infinita’ il Nulla minacciava il Regno Fantasia! Ormai non sono i bambini a possedere il Nintendo, ma il Nintendo a possedere i bambini! Bisogna esorcizzarli, far capire loro che senza l’immaginazione saremmo ancora all’età della pietra: niente invenzione della ruota, niente vestiti, niente case, niente lasagne, niente macchine, treni e aereoplani e anche niente arte, niente teatro, niente musica, ma soprattutto… niente Nintendo!
Nel frattempo Savio ha avuto un’altra idea: “la macchina per grattarsi il sedere”. Beh, a mio avviso, rispetto alla Nintendo, è già un grandissimo passo in avanti per tutta l’umanità!

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