DIARIO DI UNA MAESTRA. La sindrome di Gianburrasca
Luca (nome di pura fantasia), 8 anni. Viso d’angelo e temperamento da ribelle. E’ arrivato il primo giorno con fare da spaccone. Si è diretto negli spogliatoi con grande sicurezza, come se quel posto gli appartenesse già da moltissimo tempo. “Guarda che tipino!”, ho pensato. Bellissimo. Occhi incredibili. Sorriso furbetto perennemente stampato sulla faccia. E quell’aria di sfida che si è subito concretizzata quando, ancora prima di iniziare la lezione, ci ha tenuto a precisare che lui le calze anti-scivolo non le avrebbe messe. Cominciavamo alla grande, io e Luca. “No, Luca, tu le calze anti-scivolo le metti, come tutti, altrimenti non potrò farti entrare in sala”, gli dico senza arrabbiarmi, ma con voce ferma. Lui dice no, che non le mette. Io lo guardo seria senza parlare. Poi aggiunge qualcosa, una battuta il cui senso è “io faccio un po’ come mi pare”. “E’ la regola” aggiungo. Lui allora mette le calze ed entriamo in sala. Durante la lezione, ridacchia e fa il buffone. Gli dico di stare concentrato. Lui lo fa. Poi si imbarazza e torna a ridacchiare cercando la complicità dei compagni, soprattutto di quelli maschi. Dopo un altalenare continuo fra il serio e lo scherzo, verso […]
04 Nov 2016 in La Scuola sull'Albero
Halloween:un’occasione per divertirsi,imparare e socializzare.
La festa di Halloween si è diffusa nel nostro Paese da pochi anni ed è già tra le feste preferite dai bambini il perché  è presto detto. Questa ricorrenza, vista ancora con diffidenza dagli adulti, rappresenta per i più piccoli la possibilità da un lato di giocare con  travestimenti e trucchi, dall’altro di stimolare la loro fantasia attraverso la realizzazione di lavoretti con cui addobbare le case al fine di renderle il più mostruose possibili. Come ogni festa che si rispetti, non possono mancare le ricette a tema come i cupcake alla zucca, le mele caramellate e i biscotti mostruosi. Ma Halloween non è solo ricette e addobbi, ma anche giochi con finalità educative; sebbene molti di questi giochi sono ancora sconosciuti alla gran parte di noi, nei paesi anglosassoni e in America – dove questa ricorrenza è tra le più attese dell’anno – sono invece diffusissimi. Oggi  ve ne presentiamo tre con finalità ludico-educative diverse. PRIMO GIOCO: LE PAROLE MISTERIOSE. Questo gioco consiste nel far disegnare ai più piccoli tutti i simboli che riguardano questa ricorrenza. Dividere i bambini in due squadre e far mimare loro ciò che è rappresentato sulle carte. Si tratta di un’attività che se da […]
31 Ott 2016 in La Scuola sull'Albero
DIARIO DI UN ALLIEVO. Come vivono il teatro i più piccoli?
Io amo il teatro! Per me recitare sul palcoscenico a giugno è stata un’emozione unica, anche se ero molto emozionata perché, dovete sapere, che non è facile recitare davanti a tutta quella gente! Quando facevo le prove ero molto più tranquilla perché c’erano solo le maestre a guardarmi, ma il giorno dello spettacolo avevo tantissima paura e avevo anche un forte mal di pancia! Poi però, una volta sul palcoscenico, mi è passato tutto! Dopo lo spettacolo ero felicissima, ma anche un po’ triste perché per tutta l’estate non avrei fatto il corso di teatro! Ed è per questo che quando mia mamma ha detto che il 6 ottobre sarebbe ricominciato il corso, non riuscivo a contenermi dalla gioia! Non vedevo davvero l’ora di ricominciare a fare i miei esercizi preferiti, la zattera soprattutto che è l’esercizio più bello per me! Ogni giovedì sono curiosa di quello che accadrà perché ogni volta c’è un esercizio nuovo e penso sempre “Cosa faremo oggi? Chissà cosa avranno in mente per noi le maestre…”. A fine lezione invece vorrei chiedere alle maestre di fare ancora 5 o 6 esercizi; non me ne vorrei mai andare!  Vi prego maestre, fermate il tempo quando siamo in […]
28 Ott 2016 in La Scuola sull'Albero
DIARIO DI UNA MAESTRA. Può il teatro insegnarci a non aver paura di sbagliare?
E’ la prima lezione di teatro per un nuovo gruppo di bimbi. Hanno tutti facce sorridenti e si guardano tra di loro. L’entusiasmo per qualcosa di nuovo che sta per cominciare è nell’aria. Sembrano stare tutti bene e divertirsi. Ma ad un certo punto, mentre stiamo tutti seduti nel “cerchio magico” – il cerchio in cui si dà spazio alla fantasia – una bambina teneramente mi interrompe e con una vocina sottile e lo sguardo basso mi chiede: “Che succede se non sappiamo fare qualcosa?”. La frase mi coglie di sorpresa, ma ho la prontezza di rispondere: “A teatro non saper fare qualcosa non è un problema. Basta provarci. Provarci e avere pazienza. Prima o poi si impara, sempre. E se proprio una cosa non ci riesce come ci aspettiamo, vorrà dire che la faremo a modo nostro. Per esempio, se io non sono molto intonata e mi metto a cantare, magari non sarò la migliore cantante del mondo, ma potrei essere divertente”. E comincio a cantare in modo particolarmente sgraziato. I bambini ridono e stanno al gioco. “Che dite? Sono in grado di interpretare una cantante un po’ stonata?”. “Si!!!! Quella lì era Miss Stonatina”. Guardo la bambina timorosa e vedo che ha finalmente riaperto il […]
21 Ott 2016 in La Scuola sull'Albero
Come il teatro favorisce l’apprendimento scolastico
Prima dei sei anni (ovvero prima dell’inserimento scolastico) il gioco è il principale (se non esclusivo) strumento di apprendimento di un bambino. Egli è infatti costantemente in movimento, le sue attività ludiche sono spontanee e non appena il suo interesse viene attratto da qualcosa ecco che il gioco si sviluppa da sé. Nella scuola dell’infanzia, dove le attività hanno precise finalità didattiche e sono rigorosamente programmate, l’apprendimento avviene comunque attraverso l’esperire e quindi attraverso un approccio fondamentalmente ludico e attivo. Con l’ingresso nella scuola primaria, i bambini vengono catapultati in un sistema educativo in cui si sta fermi e si ascolta: la dimensione giocosa improvvisamente svanisce; al ‘fare’ in prima persona (io) si sostituisce il ‘dire’ in terza persona (l’insegnante); alla leva motivazionale della curiosità subentra quella del voto; si richiede attenzione per molte ore consecutive. Ecco che così tutto quello che fino a qualche mese prima si imparava divertendosi e in maniera non impositiva, ora si apprende con una richiesta di sforzo e fatica spesso inutile. Il rischio è che il bambino si demotivi e associ alla scuola un senso di noia e frustrazione. Nonostante lo sforzo e l’intraprendenza di tante bravissime insegnanti di innovare un sistema educativo ancora […]
23 Set 2016 in La Scuola sull'Albero
Imparare l’inglese attraverso le discipline artistiche, si può!
Abbiamo bisogno di imparare, parlare e usare l’inglese. E abbiamo bisogno di iniziare a farlo in età scolare perché se si impara a quell’età la lingua si posizionerà in un parte del cervello che ci permetterà di non dimenticarla mai più. Quali sono i benefici per un bambino che apprende una lingua straniera? -linguistici, poiché i bambini hanno una facilità maggiore nell’apprendimento dato che il loro giovane cervello è flessibile e può acquisire un nuovo e differente sistema linguistico in maniera naturale e semplice; -cognitivi, poiché i bambini che studiano una lingua straniera mostrano delle alte performance in altre competenze base come la risoluzione di problemi, ma ancora la memoria, la pianificazione e le capacità multi-tasking.   L’età nell’apprendimento di una lingua resta quindi un fattore fondamentale: i bambini tendono ad imparare più facilmente una lingua con maggiori possibilità di successo rispetto agli adulti perché usano le stesse strategie semplici usate per la loro lingua madre.   Tuttavia i traguardi di apprendimento richiesti oggi affrontano aspetti e temi che investono sempre più profondamente la soggettività. Le competenze oggi più rilevanti sono quelle che coinvolgono l’individuo nella sua modalità d’essere, nella sua personalità, nella fiducia in se stesso. Affrontare con successo […]
16 Set 2016 in La Scuola sull'Albero
La creatività e il teatro come strumenti educativi privilegiati
Albert Einstein, si sa, era uno scienziato, eppure non aveva alcun dubbio sull’importanza della fantasia: “Se osservo me stesso e il mio modo di pensare, mi è chiaro che la fantasia è per me molto più importante della capacità di pensiero astratto”. Il bambino sviluppa la capacità di fantasticare tra il secondo e il terzo anno di vita, ovvero quando il gioco perde il suo carattere concreto e oggettivo. In questo stadio dello sviluppo cognitivo, il bambino non si accontenta più di battere un cucchiaio sulla pentola: ora la pentola diventa una barca e il cucchiaio diventa un remo. Facendo un altro esempio, se si dà ad un bambino di due anni una scodella piena di sabbia e gli si dice che è una torta di compleanno, può succedere che il bambino cominci a mangiare la sabbia. Un bambino di tre anni invece ti guarderà e risponderà: “E’ solo un gioco, vero?”. Il bambino di quattro anni sa che è un gioco: comincerà quindi ad ornare la sabbia con fiori e foglie e inviterà gli amici a una festa di compleanno. Insomma, a quest’età il bambino può prendere in mano le cose più semplici e farle diventare qualsiasi cosa desideri […]
09 Set 2016 in La Scuola sull'Albero
L’importanza del gioco teatrale per lo sviluppo dei bambini
Si sa: il bambino impara principalmente imitando dagli adulti. Gesti, parole, atteggiamenti, vengono assorbiti fino a diventare parte del suo essere: dal linguaggio, alle azioni quotidiane, alle regole di comportamento, alle qualità morali, tutto avviene prima osservando e poi imitando, esattamente come fa un attore. “Recitare”, infatti, letteralmente vuol dire “citare due volte” ovvero “ripetere”, che è quello che i bambini fanno già in maniera del tutto naturale e spontanea. E poi c’è l’importanza del gioco. Non quello dei giocattoli iper-tecnologici o didattici oggi divenuti così popolari, ma quello esperito con oggetti semplici, essenziali e poco definiti perché la fantasia del bambino possa farli vivere come desidera. Il gioco è quindi l’attività più seria che un bambino possa fare. Rudolf Steiner diceva: “Gli spazi dedicati al gioco sono spazi di futuro”, ovvero spazi in cui gettare le basi per la “costruzione” della personalità. Anche sotto questo aspetto c’è un chiaro e forte parallelismo con il teatro: nella lingua inglese, infatti, recitare si traduce con “to play” ovvero “giocare”. Ed è proprio la dimensione fortemente ludica della recitazione che la rende un’attività particolarmente indicata per i bambini. Insomma, non è un caso se il teatro è da sempre considerato da pedagogisti […]
02 Set 2016 in La Scuola sull'Albero
Romeo e Giulietta: ancora??
Certo, di stucchevolezza in questi cinquecento anni la “suprema e dolente tragedia di Giulietta e del suo Romeo” ne ha masticata parecchia. Fatto sta che tutti ne abbiamo sentito parlare almeno una volta, tutti abbiamo assistito a un qualsivoglia allestimento, musical, opera liberamente tratta, lettura. E tutti ci siamo paragonati a un amore così assoluto e definitivo, oppure ce ne siamo scherniti.   Eppure di Romeo e Giulietta non siamo ancora sazi: perché? Con gli allievi–attori adulti del corso di teatro avanzato di Melfi abbiamo ripreso in mano la tragedia lavorando sulla possibilità di costruire più piani di interpretazione e, dunque, di linguaggi con l’obiettivo di restituire al pubblico la contemporaneità di questo testo. Non è stato facile. Abbiamo creduto più volte di perdere la testa perché quello che ne è venuto fuori è una resa teatrale ad alto tasso psicologico.  Il testo di ‘Finchè Shakespeare non ci separi’ – scritto da Raffaele Graziano Flore e Alessandra Maltempo – è stato scritto su una struttura a scatole cinesi. La tragedia shakespeariana sta infatti dentro un’altra tragedia, quella degli attori chiamati a interpretarla; due drammi che a un certo punto si incroceranno in un unico punto per riscrivere un finale ancora più tragico e terribile di quello che tutti conosciamo. Cinque […]
19 Giu 2016 in La Scuola sull'Albero
Nè grandi nè bambini: il teatro che cresce con l’età degli attori
Le età di passaggio, i riti, i rifiuti e le scoperte: come il teatro agisce sul periodo dei cambiamenti Né grandi né bambini: chi si ricorda come ci si sentiva a quell’età particolare in cui si era indecisi se fare qualcosa per paura che fosse troppo da bambini o ci si chiedeva se fosse abbastanza da grandi fare alcune cose? Indecisione e un egoismo crescente preludono da sempre all’adolescenza, in quegli anni particolari in cui si consuma l’ultima fase dell’infanzia e ci si affaccia, di fatto, a una vita nuova. La distanza tra generazioni si acuisce e il dialogo sembra andare a farsi benedire. Ma soprattutto, è un momento in cui non sono solo i ragazzi a crescere, ma anche tutti gli adulti che stanno loro intorno. Si ricalibra tutto, si cerca – se c’è – una lingua comune, e nel momento della prova dissennata del mondo com’è fuori della porta, il senso critico è chiamato a reagire. Qui, potrebbe incontrare il teatro. Nel corso di un anno di lavoro, è questo che abbiamo fatto con i nostri ragazzi più piccoli (8-10 anni) e quelli più grandi (11-13 anni): abbiamo esperito con loro il passaggio tra età. I ragazzi hanno giocato un ruolo, abbattendo i normali confini tra immaginazione e realtà, cercando […]
14 Giu 2016 in La Scuola sull'Albero