Diario di un autore: Raffaele Flore
Dicono che scrivere serva a colmare un vuoto, a riempire degli spazi. Sono pienamente in disaccordo: in realtà, forse, scrivere aiuta più che altro a (ri)mettere qualcosa in ordine e a farne, di spazio. Come quando si rimette a posto una cameretta in disordine, o si sparecchiano i resti della cena in cucina: con pazienza e metodo si separano le cose per tipologia, si distribuisce il mondo su scaffali diversi, si impilano di nuovo i piatti uno sull’altro, si mettono in fila e a capo le stoviglie. Scrivere è fare spazio e fare spazio è creare quello che già c’è, solo facendolo sembrare nuovo. Non si inventa nulla, non ce n’è bisogno: si cambia solo l’ordine di lettura di un ambiente, si divide in capitoli una porzione di mondo. La genesi di un copione, specialmente quando è un esercizio condiviso e nasce dal basso, anziché per imposizione calata dall’alto dal LautoRe, è un modo di rimettere in ordine quanto c’era già, aiutando semplicemente qualcun altro a vedere spazi laddove prima c’erano giusto le parole della sera prima o un cumulo di idee ripiegate male sul letto. Dai forma al vuoto, scoprendo che tutto ciò di cui avevi bisogno era in […]
07 feb 2018 in La Scuola sull'Albero
Fare teatro da grandi – Diario di una maestra
Il teatro è incontro ma anche scontro. Un incontro con l’Io e un incontro con il Tu. Uno scontro ovattato dove il limite tra l’Io e il Tu diventa sempre più liquido. Ci si incontra e scontra con il nostro Io ingombrante, con le definizioni, con le abitudini mentali e con le convinzioni che si sono stratificate in noi e si finisce sempre con il rimanere muso a muso con il nostro avversario più temuto: noi stessi. Ed è lì, quando si rimane smascherati, fragili e privi di difese che siamo pronti a donarci all’altro e a essere teneri con noi stessi. Il laboratorio di teatro può diventare cassa di risonanza per il nostro sentire, per i nostri bisogni e le nostre paure. Questa alchimia strana tra l’Io, il Tu e il Noi è la scorciatoia che ci riporta a centrarci e a lasciarci andare nel flusso del presente. Durante l’ultima lezione del Corso di Teatro per adulti abbiamo chiesto loro di scrivere una lettera al proprio Io bambino. Una lettera che fosse un momento di ricongiungimento con la parte di sé piccola, meravigliata e che poco sapeva di ciò che sarebbe stato. Un momento per incontrare il bambino che si è […]
31 gen 2018 in La Scuola sull'Albero
Le fasi dell’apprendimento, ovvero quella maledetta 4° Fase
L’apprendimento prevede diversi passaggi che ognuno, con i suoi tempi ma senza eccezioni, deve attraversare. Il primo di tutti è quello in cui ci si approccia ad una disciplina consapevoli di non sapere, o di non conoscere quelle che possono essere le nostre abilità in quella materia. Abilità spesso solo sopite che aspettano di essere semplicemente risvegliate. (Ed è quello che capita spesso con il teatro) Il secondo passaggio è quello in cui l’allievo, ancora consapevole di non sapere, non osa intervenire. E’ il momento in cui è necessario vincere la propria timidezza e l’imbarazzo iniziale per abbandonarsi al gioco, al divertimento, all’apprendimento. Durante il terzo momento dell’apprendimento, l’allievo scopre di essere in grado di fare cose che inizialmente avrebbe ritenuto inarrivabili. E’ il momento dell’entusiasmo. Ormai il muro dell’imbarazzo è crollato e, anzi, si desidera sperimentare sempre di più. Tutti vorrebbero esibirsi, tutti sono pronti a mettersi in gioco. Arriva così la quarta fase. E’ il momento in cui l’allievo di teatro decide di voler fare “bene a tutti i costi”. E qui, purtroppo, si smette di giocare. Egli si osserva, magari sbirciando la sua immagine attraverso lo specchio dello spazio in cui si esercita e pensa a cosa […]
24 gen 2018 in La Scuola sull'Albero
L’apprendimento cooperativo nella scoperta della lingua inglese
Fare un corso di inglese con modalità non formali, ovvero  scardinando quelle che sono le regole base della didattica scolastica italiana, si sa, può creare una certa dose di curiosità ma anche di scetticismo. Molte sono le mamme che mi chiedono quale sia la motivazione alla base della buona riuscita del progetto, ed una tra le risposte cardine è quella che chiama in causa l’apprendimento cooperativo (Cooperative Learning). Apprendere in gruppo porta non solo i piccoli discenti a sentirsi maggiormente coinvolti nel processo di apprendimento, ma consente anche di centrare l’insegnamento proprio sullo studente che interagisce con gli altri studenti. Questo è un processo dinamico che coinvolge non solo la mente ma anche il corpo e quelle che sono le principali abilità sociali che caratterizzano i rapporti umani, in età infantile imprescindibili ai fini dell’apprendimento. Il vantaggio è che si assicura una partecipazione attiva:  tutti sono protetti ed esposti nel piccolo gruppo, non c’è nessun giudice, e nemmeno una valutazione finale, tutti sono invitati a sperimentare e lanciarsi con parole e suoni poco familiari perché è tra di loro che lo fanno e rientra nel gioco. L’assenza di elementi che richiamano la scuola serve ancor di più a farli immedesimare […]
17 gen 2018 in La Scuola sull'Albero
Ciao, sono una persona…
“Oggi parlo di me, non certo perché voglia tediarvi con questa breve analisi autobiografica, ma mi è stato detto di farlo e, contro la mia volontà, mi accingo a ottemperare al mio incarico” Così scrive G., un nostro allievo di 15 anni nella scorsa lezione di teatro. Ma andiamo con ordine. Corso adolescenti ovvero un gruppo di quindici ragazzini dai 13 ai 16 anni. Diciamoci la verità: gli allievi-spauracchio di ogni insegnante. Alzi la mano chi avendo a che fare con la suddetta “categoria” non si è mai lamentato. Oddio, ogni età ha – come dire – i suoi perché. Ma quello dell’adolescenza è sempre un po’ discorso a parte. L’adolescenza è infatti un morbo e gli adolescenti, conseguentemente, malati da curare. A nulla vale sapere che prima o poi ne usciranno: gli adulti cercano in tutti i modi di guarire più persone possibili da questa malattia prima che questa abbia fatto il suo corso. Confesso che anch’io come insegnante ho per molto tempo considerato l’adolescenza una specie di nemico da combattere. Nessuna empatia. Noi adulti ci siamo “innalzati” troppo (e non solo in centimetri) per evitare di guardare dall’alto il nostro io-brufoloso con quell’aria di superiorità mista a compassione. […]
10 gen 2018 in La Scuola sull'Albero
Cuccioli e guerrieri – Diario di una mamma
A dicembre, l’ultima lezione di teatro è sempre la più bella. Ogni fine d’anno le porte della scuola si aprono e noi genitori possiamo vedere cosa succede in quelle due ore di corso. Sono una veterana delle lezioni aperte dell’Albero, ma ogni volta sono agitata e so che mi commuoverò. Quest’anno poi, le lezioni sono due: c’è anche il mio cucciolo di sette anni, che ha cominciato a settembre. E sono preoccupata. Non vuole entrare. Non vuole partecipare. Un po’ ci sono abituata: mio figlio sente le sue emozioni con il volume sempre al massimo e spesso sembra viaggiare ad una velocità diversa da tutti gli altri; a volte penso che lo faccia apposta per mettermi alla prova e per sperimentare cosa riesce a scatenare con la sua emotività intensa e straripante. E, infatti, comincia il suo andirivieni dentro e fuori la sala. Alla fine si siede accanto a me. Ha deciso di non partecipare. I maestri lo chiamano ma lui si nega. Non vuole essere guardato dal pubblico. Rispondo che non c’è nessun pubblico, ma solo qualche genitore seduto in fondo alla stanza. Niente da fare. Vuole soltanto guardare gli altri. La lezione comincia e lui resta con me, […]
04 gen 2018 in La Scuola sull'Albero
Diario di una mamma
Costipiamo in un angolo l’orgoglio di madre e l’autocompiacimento, per aver scelto il meglio che una scuola di teatro per ragazzi in Basilicata offra… Mentre rientro a casa, dopo la lezione aperta, E. disquisisce col fratello sulle improvvisazioni, poi chiede a entrambi quali battute ci abbiano divertito maggiormente… Eppure, mentre parliamo, non riesco a togliermi dalla testa certe sue espressioni colte in quelle due ore, i suoi sguardi spesso rivolti a me e che a un certo punto ho evitato… Vorrei immensamente che E. si sentisse completamente libero di manifestare se stesso durante l’attività teatrale, sciolto dall’obbligo di conformismo che un genitore tende, inevitabilmente, a imporre nelle azioni quotidiane e, soprattutto, libero di aprirsi ,mostrarsi agli altri con fiducia, allegria, sfacciataggine… Forse dovrebbe sentirsi amato così, con un bel moto perpetuo di questi sentimenti, per riuscirci. Quando i maestri ci hanno coinvolto nel gioco a coppie “occhi chiusi/occhi aperti” (praticamente un adulto e un ragazzo di fronte, distanziati, l’uno pronto a ricevere l’altro che avanza alla cieca) lì per lì ne ho colto solo l’aspetto scanzonato e… anche un poco imbarazzante! Ma ancora adesso avverto lo sbandamento spaziale ed emozionale, nell’attimo stesso in cui tutto è diventato buio… Non mi […]
27 dic 2017 in La Scuola sull'Albero
Scoprirci insieme – Diario di una maestra
Dopo ogni lezione, tornando a casa, rifletto su quello che è stato, su cosa è successo. Mi interrogo sul lavoro svolto e se sento di averlo fatto bene. Il mio lavoro è un lavoro che si fa con le persone, insieme; è sempre un dare e un ricevere e la componente umana stravolge ogni aspettativa. Bisogna dosare, calibrare, ogni parola e ogni azione. Ogni allievo è diverso, diverse sono le sue esigenze, diverso il suo modo di esprimersi e con il passare degli anni ogni allievo cambia e cambio anche io e insieme cresciamo. Quest’anno guardo i bambini del corso di Potenza, i bambini… così sono impressi nel mio cuore e nella mia mente ma i miei occhi li vedono ormai trasformati: non sono più bambini, si, sono ancora piccoli ma non si sentono più tali. Qualcuno ha il fidanzatino/a, qualcuno è cresciuto molto in altezza, e i loro pensieri e le loro idee diventano sempre più personali, mentre ricercano un posto nel mondo fuori da casa, scoprendo così la loro identità. E pensando a cosa potrebbe essere più congeniale per un gruppo così in trasformazione, io e il maestro Gino abbiamo deciso di proporre e svolgere insieme a loro un esercizio speciale: “un’autobiografia”. Un lavoro […]
21 dic 2017 in La Scuola sull'Albero
Fino all’ultimo allievo – Diario di un maestro
Insegnare, quale essa sia la disciplina, è una grande responsabilità; su questo credo siamo tutti d’accordo. Ma quello che un insegnante deve avere come obiettivo primario è che il suo insegnamento arrivi a tutti. E qui inizia il gioco! Intanto voglio precisare che personalmente, almeno per quanto riguarda il teatro, più che di insegnante si debba parlare di maestro; maestro inteso come guida, poiché ritengo che poche siano le cose che si possano in realtà insegnare a teatro. Quello che avviene nell’allievo non è altro che prendere consapevolezza delle proprie capacità e di imparare ad utilizzarle al meglio, e questo avviene proprio grazie al maestro. E’ necessario però un rapporto di reciproca fiducia in cui il maestro non può aver dubbi sul fatto che ogni allievo abbia delle capacità da sviluppare e dove, per contro, l’allievo deve “af-fidarsi” al maestro. Quando termino una lezione e sento di aver fatto centro con nove allievi su dieci, non mi posso ritenere soddisfatto. E’ importante conquistare il cuore e la fiducia anche dell’ultimo allievo che ancora non si abbandona al gioco da me proposto. Bisogna trovare sempre e comunque il modo di comunicare adeguatamente con ogni singola persona, non basta rivolgersi al gruppo. […]
13 dic 2017 in La Scuola sull'Albero
Vestire la propria idea di lingua – Diario di una teacher
Prima di iniziare ogni lezione c’è sempre una preparazione adeguata che rientra a sua volta in un piano più ampio, stabilito a monte a inizio anno accademico. La famosa “scaletta” – ovvero la lista e la sequenza degli esercizi che verranno affrontati durate la lezione – è un lavoro estremamente ragionato e meticoloso, che richiede esperienza e tecniche ben precise e che richiede – soprattutto – prontezza da parte dell’insegnante nel capire, proprio nel bel mezzo della lezione, se forse non sia il caso di modificarla quella tanto ragionata scaletta, in quanto la risposta dei bimbi a un determinato tipo di stimolo è prevedibile sì, ma solo fino a un certo punto. Sono tante, troppe, le variabili in gioco. Questo soprattutto quando la metodologia richiede l’attivazione non solo mentale ma anche fisica dei bambini, quindi una stimolazione totale, su più livelli. Può infatti accadere che l’euforia con cui affrontino determinati esercizi li porti a varcare di troppo la “linea” sovra-eccitandoli o che al contrario l’energia crolli de-concentradoli. Ecco perché, all’interno della scaletta, bisognerà fare molta attenzione nell’alternare ‘alti’ e ‘bassi’, ovvero attività dinamiche ad attività più tranquille, attività prevalentemente fisiche ad altre maggiormente di riflessione e concentrazione. La sfida è […]
06 dic 2017 in La Scuola sull'Albero