We are not robots! | Diario di una teacher
Se proviamo a scavare un po’ nei meandri della nostra memoria, quante volte da bambini ci siamo ritrovati in classe, seduti ai nostri banchi, a dire ad alta voce e rigorosamente tutti insieme: “What’s your name? What’s your name? What’s your name?” Circa una decina (se ci è andata bene!) di volte? La storia scolastica di molti di noi è costellata di ricordi di questo tipo. Ecco, una delle sfide principali nell’insegnamento della lingua inglese a una classe di bambini: riconoscerli come esseri umani e uscire fuori dal classico, antiquato e, diciamolo, anche noiosissimo metodo che li vede ripetere ancora e ancora una stessa frase per far in modo che possano memorizzarla nel modo migliore possibile! Beh, oggi faremo una grande rivelazione: non siamo dei Robot! E tutta questa ripetizione non giova alla memoria, né tantomeno alla costruzione di solide basi su cui porre le fondamenta del nostro inglese! Infatti, al termine della lezione, quando ogni piccolo studente sarà ormai tornato a casa propria, avrà probabilmente già dimenticato quella robotica frase su cui si è insistito tutto il pomeriggio e tutto ciò con dispiacere delle povere insegnanti che avevano costruito la lezione con attenzione e impegno e con il desiderio […]
30 Gen 2019 in La Scuola sull'Albero
Facciamo che io ero… | Diario di un maestro
Prima di ogni lezione di teatro i bambini si tolgono le scarpe per indossare le loro amate calze antiscivolo ed essere pronti così a cominciare la lezione. Si tratta di soli pochi minuti ma è uno spazio di tempo pieno e prezioso durante il quale i bambini si salutano, si dicono mille cose e noi insegnanti li ascoltiamo parlare degli argomenti più disparati. Nell’ultima lezione, in vista del carnevale, li ho sentiti scambiarsi idee su possibili travestimenti: Harry Potter, la Principessa Elsa, i Minions e chi più ne ha più ne metta. A prescindere dal costume designato o desiderato una cosa li metteva tutti d’accordo: l’entusiasmo nel pensare al proprio mascheramento. Stavamo per cominciare una lezione di teatro, i bambini parlavano di travestimenti e di maschere e ho pensato a quanto sia naturale per i bambini mascherarsi e giocare con identità altre. Tutti da piccoli abbiamo giocato al “facciamo che io ero” dove il tempo imperfetto dichiara il gioco, la finzione e il tempo presente viene lasciato in vista di una nuova creazione di senso, di una nuova realtà fittizia ma allo stesso tempo vivida e con delle regole precise. “Facciamo che io ero”, non “che io sarò” o “che […]
23 Gen 2019 in La Scuola sull'Albero
Quando l’allievo si allena col maestro
Un insegnante, si sa, non fa, ma osserva. Sta fuori dagli esercizi che eseguono i propri allievi e questo non perché non abbia nulla da imparare, ma perché da ‘dentro’ il coinvolgimento (mentale ed emotivo) sarebbe tanto e tale da non permettergli di vedere, osservare, capire, guidare, scoprire, rilanciare. Eppure, nella nostra Scuola, noi insegnanti ci mettiamo in gioco insieme ai nostri allievi spesso – anzi, spessissimo! – e questo per più motivi. Primo, perché ci divertiamo da matti. E’ come quando vai a una festa e a un certo punto ecco quella canzone che proprio non riesce a farti stare fermo. Devi ballarla! A volte, con qualche esercizio, a noi accade esattamente così. Si sprigiona nell’aria un’energia tale e il senso di appartenenza l’uno all’altro è talmente forte, che ti prende una voglia irresistibile di buttarti nella mischia. E poiché abbiamo la fortuna di lavorare sempre in coppia, ecco che uno dei due insegnanti può così tranquillamente dire all’altro “Io lo faccio con loro. Stai tu fuori a guardare, ok?”. Anche i nostri ragazzi si divertono molto quando le loro insegnanti passano dall’essere “arbitri” all’essere “giocatori”, così finalmente possono vederci all’opera e, magari, anche coglierci in fallo… E questo […]
18 Gen 2019 in La Scuola sull'Albero
E soprattutto non fate come me!
Sono a teatro e mi sto godendo uno spettacolo. Si tratta di uno spettacolo di teatro comico, con un personaggio ben definito e caratterizzato; senza eccessi, pulito, preciso nei gesti e nei movimenti. Anche l’uso della voce, il ritmo, la fisicità sono ben equilibrati. Fisso l’attore con interesse, mi lascio coinvolgere ma allo stesso tempo studio e ammiro la tecnica. Ogni tanto sorrido, ma come spesso mi capita quando assisto ad uno spettacolo teatrale che mi piace, esteriorizzo poco il mio piacere. Allo spettacolo sono presenti alcuni miei allievi, si divertono, ridono. Alla fine dello spettacolo un gruppetto di loro mi si avvicina e mi chiede: “Ti è piaciuto?” “Certamente” rispondo io e non aggiungo altro immaginando cosa stanno per chiedermi. Non mi sbaglio, infatti continuano: “Ma come mai non hai riso? Ti abbiamo osservato e spesso eri serio. Davvero ti è piaciuto?” E così, cercando di capire se il loro maestro di teatro “approvava” lo spettacolo, se ne stavano perdendo una parte! Questa vicenda mi ha fatto pensare a quante volte, durante gli esercizi e i giochi teatrali, i ragazzi cerchino l’approvazione di noi maestri, dimenticandosi di lasciarsi andare, di divertirsi, di accettare l’errore, di creare. Tutti noi siamo […]
11 Dic 2018 in La Scuola sull'Albero
English moves!
Immaginate di avere una classe di piccoli studenti, immaginate che sia pomeriggio e che tutti siano usciti da qualche ora da scuola, e ora immaginate di dir loro: bene, adesso apriamo i libri a pagina 30 e iniziamo a leggere il nuovo lessico da imparare! “FAILURE! FAILURE! FAILURE!”, la parola FALLIMENTO, si manifesterà davanti ai vostri occhi prendendo forma in ognuno dei singoli volti dei piccoli discenti. Se c’è una cosa che può far allontanare di più i bambini dall’appassionarsi all’inglese, è proporlo loro come una materia scolastica! E se c’è una cosa che i bambini amano di più del gioco, è il movimento! Infatti, Maria Montessori suggeriva che i bambini non potessero apprendere a meno che non venisse loro permesso di muoversi al contempo. Inoltre, coinvolgere l’intero corpo nel processo di apprendimento è un metodo d’insegnamento molto utile e versatile sotto diversi punti di vista che concorrono, tutti, all’educazione globale di un bambino ed alla sua formazione non solo didattica. Quanto più gli studenti si muovono, tanto meglio e più velocemente essi imparano ciò che gli stai insegnando e tanto più facilmente ancora saranno in grado di conservare questa informazione in memoria. E noi di Learn and Play English […]
07 Dic 2018 in La Scuola sull'Albero
Sono stato bravo? Bravo per chi?
Una vera tentazione per noi adulti quella di aggettivare con bravo-brava i bambini ogni qual volta fanno qualcosa che soddisfa le nostre aspettative o raggiungono un obiettivo prefissato. Quante volte, come educatrice teatrale e non solo, mi sono ritrovata con quella parola tra i denti a mordermi la lingua perché quel “bravo” o “brava” è uscito fuori dalla mia bocca in modo automatico, senza troppo pensarci, come se fosse il giusto premio per gratificare i bambini impegnati nella riuscita di qualcosa. E altrettante volte mi sono ritrovata insieme ai miei colleghi a parlare di quanto spesso usiamo questi aggettivi e di quanto essi, invece, dovrebbero essere sostituiti con altro. Noi adulti lo facciamo in modo innocente, lo so, non voglio innescare una lotta contro le parole ma su di esse vorrei porre una lente di ingrandimento e per farlo vi racconto cosa è successo in una delle mie ultime lezioni di teatro. Una bimba, a cui darò il nome di fantasia Claudia, durante una lezione di laboratorio era stata invitata da me a migliorare il suo movimento un paio di volte per un esercizio di espressione corporea. Di solito Claudia è molto attenta per cui sono poche le volte in cui la “correggo” ( ecco un […]
03 Dic 2018 in La Scuola sull'Albero
Scherzi, amore e fantasia
“Ragazze, con il gruppo dei ragazzini più piccoli è stato un disastro! Io non so cosa gli sia preso… Super-scostumati e ingestibili. Proprio assai! Una lezione tremenda! Qualsiasi tecnica usassi non funzionava… Poi, mentre lavoravano a un esercizio di scrittura creativa, mi sono allontanata per andare un attimo in bagno e loro hanno buttato a terra tutte le penne… Così rientrando sono scivolata e sono caduta…. Un male alla schiena enorme! Insomma, benvenuta a Melfi.”. Io non credo alla mie orecchie. Riascolto l’audio che Vania ha inviato nel gruppo insegnanti della nostra scuola una seconda volta. No, non ho capito male. E Vania non è una che esagera, in queste cose. Insomma, io e Assunta siamo entrambe impossibilitate a condurre la lezione con il nostro gruppo di ragazzini di Melfi di 11 e 12 anni, Vania si scapicolla da Matera per sostituirci e questi danno di matto? Così, all’improvviso?? Cerco una spiegazione e così avanzo un’ipotesi: i bambini sono stati colti dalla sindrome della supplente. Sì, insomma, mi viene in mente quando a scuola il professore burbero e severo si assentava per pochi giorni  e in sua vece arrivava la supplente dolce e sorridente e ognuno si permetteva di fare un po’ quello […]
28 Nov 2018 in La Scuola sull'Albero
Guida pratica per superare un fiume, una palude, una montagna
Immaginiamo di trovarci lungo la sponda di un fiume. Se vi chiedessi di attraversarlo per raggiungere la riva opposta e sapendo di avere la possibilità di usare a scelta: Un veloce motoscafo Un elicottero Una catapulta (dall’altra parte c’è una rete che vi aspetta!) Un ponte tibetano Un ponte in kit di rapido e facile montaggio Cosa scegliereste? Non esiste una risposta “giusta”, ma è solo una questione di stile. Per raggiungere la riva opposta un uomo d’affari, che non ha tempo da perdere, sicuramente cercherà di usare il mezzo più veloce e quindi potrebbe optare per il motoscafo o l’elicottero. Chi, invece, ha uno spirito avventuroso potrebbe tentare l’attraversamento del ponte tibetano se non addirittura farsi catapultare dall’altro lato sperando di arrivare magari spettinati, ma incolumi sulla rete. Gli amanti del “fai da te” sicuramente sceglierebbero il ponte in kit di montaggio, sperando di non fare la fine di Wile E. Coyote (vi ricordate e di finire in acqua prima di terminare la costruzione. Non so se voi appartenete ad una di queste categorie di persone o in quale altro modo affrontereste il problema, ma posso senz’altro dirvi cosa farebbe un attore. Chi si misura con questo ostacolo con […]
14 Nov 2018 in La Scuola sull'Albero
How can you speak so fluently?
L’inglese gioca ogni giorno un ruolo sempre più importante nella vita di tutti, grandi e piccini. E se è vero che iniziare da bambini costituisce un investimento per il futuro, bisogna trovare il modo migliore per predisporsi all’apprendimento della lingua inglese che per sua struttura è completamente differente rispetto a quella italiana. L’inglese e l’italiano hanno, infatti, famiglie linguistiche diverse: mentre l’inglese è di origine germanica, come il tedesco o l’olandese, l’italiano deriva dal latino, come il francese o lo spagnolo. Questo comporta numerose differenze a livello di vocabolario ma anche di pronuncia, a partire dal sistema vocalico: 12 suoni vocalici in inglese contro i 7 dell’italiano. Al di là delle differenze linguistiche che ci possono essere tra l’italiano e l’inglese, il modo in cui si insegna la lingua gioca sicuramente un ruolo fondamentale. I metodi di insegnamento del passato si sono spesso concentrati sulla parte scritta della lingua, grammatica e scrittura, allontanandosi dal modo in cui normalmente impariamo la nostra lingua nativa, ovvero attraverso l’ascolto e la conversazione. Per questo molti linguisti contemporanei credono che sia importante avvicinarsi alla lingua straniera seguendo lo stesso percorso di acquisizione della lingua materna, privilegiando all’inizio il contatto orale, e affrontando la grammatica […]
08 Nov 2018 in La Scuola sull'Albero
Il teatro, il silenzio e la pazienza di saperSi aspettare.
È lunedì e la lezione di teatro sta giungendo al termine. Manca l’ultimo esercizio. Solitamente la parte finale dell’attività è dedicata alle improvvisazioni. C’è sempre grande entusiasmo da parte dei bambini in questa fase. Le improvvisazioni lasciano molto spazio all’inventiva. I piccoli attori si cimentano in situazioni non predeterminate dove la rapidità nel prendere decisioni e nell’adattarsi a situazioni impreviste diventa fondamentale. L’esercizio di oggi però è un po’ diverso da quelli a cui i bambini di questo gruppo sono abituati. L’obiettivo di questo anno è alzare l’asticella e rendere le improvvisazioni sempre più complesse. Quest’anno nulla sarà deciso prima di andare in scena davanti al resto del gruppo che farà da pubblico. L’unica cosa a essere decisa e comunicata nel momento stesso in cui gli attori sono in scena è la situazione in cui essi si trovano e la relazione che i vari personaggi hanno tra di loro, senza però decidere prima chi sarà chi e chi farà cosa. Tutto sarà deciso in modo estemporaneo. I bambini mi guardano stupiti, sono eccitati e allo stesso tempo intimoriti. Dico loro che è arrivato il momento di sperimentare improvvisazioni nuove e che non c’è motivo di preoccuparsi, impareremo insieme e pian piano. […]
30 Ott 2018 in La Scuola sull'Albero