Chi è di scena 2018 – Rassegna teatrale
Dal 6 al 23 giugno la rassegna “Chi è di scena?” con gli allievi della Scuola sull’Albero Torna anche quest’anno nei teatri di Basilicata “Chi è di scena?”, la rassegna con i giovani talenti della scuola di teatro più longeva della regione: La Scuola sull’Albero. Dal 6 al 23 giugno saranno nove gli spettacoli ad essere portati in scena in quattro diversi centri lucani dagli oltre 90 allievi che a Melfi, Lagopesole, Potenza e Matera scelgono di formarsi grazie al teatro nella Scuola: nove gruppi di allievi-attori dai 6 ai 60 anni, ognuno con una propria pièce teatrale originale e dedicata. Attiva dal 1993, fondata da Lucia di Cosmo, La Scuola sull’Albero è il ramo della formazione della Compagnia professionale de L’Albero, il collettivo artistico diretto da Alessandra Maltempo e Vania Cauzillo che si occupa di formazione e produzione in campo teatrale. La compagnia, nell’ultimo anno, è riuscita a portare in contesti europei il proprio lavoro di ricerca artistica e  di formazione: L’Albero è infatti uno dei project Leader di Matera 2019 e sta producendo un’opera lirica originale, co-creata con la comunità e con artisti internazionali, che andrà in scena nel Novembre 2019, anno europeo della Cultura. È, inoltre, a […]
04 giu 2018 in La Scuola sull'Albero
L’ultimo atto di un anno insieme | Diario di una maestra
Siamo a maggio e lo spettacolo di fine anno è ormai vicino per tutti i nostri gruppi di allievi-attori. La ricerca dei costumi e la scelta delle musiche sono argomenti ormai centrali delle telefonate tra noi insegnanti. Vogliamo che tutto sia perfetto, che tutto sia pensato nei minimi dettagli dal disegno luci alle locandine, proprio come se stessimo portando in scena degli spettacoli di compagnia. Questo è il momento in cui l’atmosfera in sala prove si fa intensa. Il quadrante dell’orologio scandisce le scene in sala prove: imbastire il tutto, dare indicazioni di regia, riprovare, riprovare, riprovare e poi dedicarsi con minuzia ai dettagli, alle più piccole espressioni del viso, del corpo e della voce. Chiediamo un grande impegno ai nostri bimbi e ragazzi e alle loro famiglie rinsaldando ancora una volta quel rapporto di fiducia reciproca senza il quale nulla si potrebbe realizzare. Siamo esigenti, è vero, ma non per una mera messa in scena “impeccabile” fine a sé stessa ma perché crediamo che lo spettacolo e le sue prove siano un vero e proprio atto di responsabilizzazione dei ragazzi, la punta dell’iceberg di un percorso educativo e formativo che ha il suo scopo ultimo nel lavoro finale sì, ma non tanto, o […]
08 mag 2018 in La Scuola sull'Albero
Il paradosso di Diderot | Diario di un maestro
“La sensibilità fa gli attori mediocri, l’estrema sensibilità gli attori limitati, il sangue freddo e il cervello gli attori sublimi.” Con questo paradosso, che proprio per la sua natura sembra scontrarsi con l’opinione comune, il filosofo ed illuminista Denis Diderot riuscì ad attaccare la sensibilità di quegli autori e di quel pubblico ancora ancorati ai principi assoluti del Romanticismo. Ancora oggi molti sono convinti che l’attore debba “entrare nel personaggio”, come se dovesse farsi carico di tutte le sue passioni, le sue emozioni, le sue criticità. Se così fosse gli attori di talento li troveremmo più facilmente nelle celle di un manicomio, più che nei camerini di un teatro. Questo non vuol dire che Diderot ritenesse gli attori privi di sensibilità, ma piuttosto che questa debba essere padroneggiata dal mestiere. Infatti, aggiunge Diderot “Un attore che ha soltanto buon senso e giudizio è freddo; uno che ha solo sensibilità e vivacità è folle. Solo una combinazione di buon senso e calore fa l’uomo sublime: e sulla scena, come nella vita, chi mostra più di quanto sente fa ridere invece di commuovere.” Per meglio comprendere quanto un attore sia coinvolto emotivamente in una scena, possiamo immaginare ad esempio quello che succede […]
02 mag 2018 in La Scuola sull'Albero
“Learn&Play English” towards the end of the academic year
Giunti quasi alla fine dell’anno accademico è tempo di bilanci per tutti, per i bambini e per l’insegnante. Questo è il momento in cui si cerca di tirare le somme di quanto è stato fatto: gli argomenti affrontati, le cose che sono state imparate, ciò che è stato vincente nell’ambito didattico e ciò che invece va migliorato, il lavoro sulla disciplina, sempre questione chiave, sulla creazione del gruppo, e contestualmente l’attenzione e l’ascolto delle necessità di ogni singolo alunno. Per l’insegnante questo è un momento molto importante, sia in previsione di un perfezionamento delle tecniche didattiche utilizzate, sia perché mettersi in discussione e analizzare il lavoro svolto non può che essere un atteggiamento costruttivo, soprattutto quando il materiale è umano e nello specifico si ha a che fare con dei bambini, che nelle loro meravigliose differenze e complessità, ti spingono a sconvolgere sempre gli schemi prefissati. Come cercare però di raccontare agli altri, genitori e curiosi, il lungo percorso svolto durante l’anno con impegno e dedizione dai piccoli studenti di lingua inglese? Ovviamente, per un corso che utilizza le modalità non formali, ovvero le arti performative e visive quali strumenti per un apprendimento più efficace e duraturo nel tempo, non […]
25 apr 2018 in La Scuola sull'Albero
Mamma e insegnante: due ruoli inevitabilmente osmotici
Da quando sono diventata mamma, oltre che come donna mi sento profondamente cambiata anche come insegnante. Nessuno più di uno gnomo di 3 anni, infatti, ti mette in discussione, nel bene e nel male. Lui ti osserva, sempre. E annota tutto, in un angolino magico e misterioso del suo cervello.Nessun gesto, anche il più banale, sfugge al suo sguardo scrutatore; nessuna parola sorvola inascoltata sopra i rumori e le voci di fondo; nessuna espressione del tuo volto ai suoi occhi sarà priva di significato. I tuoi pensieri più reconditi per lui sono palesi. Insomma, mio figlio mi ha portato alla conclusione che a quell’età si è dotati di superpoteri!E così a un certo punto (diciamo da quando ha cominciato a parlare) ho cominciato anche io a scrutarlo, osservarlo e ad annotare. In pratica, ho sviluppato un’arma altrettanto super-potente che si chiama  ‘ascolto’ : cosa sta pensando? cosa sente in questo momento? cosa lo ha fatto arrabbiare? cosa lo rende felice? Insomma, in altre parole ho cominciato a rendere consapevole ciò che in una relazione facciamo in maniera inconsapevole: il gioco dello specchio ovvero vedere quale immagine di me io vedo riflessa in te. Nella relazione madre-figlio, il meccanismo del rispecchiamento gioca un ruolo […]
17 apr 2018 in La Scuola sull'Albero
Ridere è una cosa seria | Diario di una maestra
Ridere giova al nostro spirito e al nostro corpo. È una attività che offre piacere, stimola le endorfine e sblocca i sistemi neurovegetativi, dilata i vasi sanguigni e abbassa la pressione, abbassa il livello degli ormoni dello stress e aumenta gli anticorpi, rafforza le relazioni sociali e aiuta a costruirne di nuove, combatte paure e tensioni: in poche parole la risata fa scintillare la vita che è in noi. Che ridere sia importante è una cosa risaputa. Nel 1998 è stata addirittura istituita la Giornata Mondiale della risata che da allora ricorre ogni anno il giorno 4 maggio, una giornata per ricordarci di quanto sia importante dedicarci a questa attività e di quanto ce ne dimentichiamo. Ma nonostante ciò ancora riecheggia il detto “il riso abbonda sulla bocca degli stolti” e quindi è opportuno essere seri! Il buon umore e la serietà non sempre vanno di pari passo. E così ci ritroviamo ad essere adulti spesso imbronciati, ma seri! Pare che passiamo dalle 300 risate al giorno quando siamo bambini alle 20 una volta adulti. Anche la scuola e i sistemi educativi non sempre vedono di buon occhio questa fragorosa attività. La risata disturba le lezioni, deconcentra, non rende serio il […]
11 apr 2018 in La Scuola sull'Albero
Dilettanti genialoidi, che tormento!
Quando ero bambino e frequentavo la scuola media, la professoressa di musica ci sottoponeva spesso all’ascolto delle esibizioni di pianoforte di Davide, un mio compagno di classe già molto serio per la sua età, che tutti noi guardavamo con sospetto. Le sue esibizioni erano senz’altro corrette – studiava pianoforte da molti anni – ma prive di sentimento. Era rigido, impostato e non aveva l’aria di divertirsi. Io suonavo invece un modesto flauto dolce, però mi distinguevo dai miei compagni in quanto riuscivo a riprodurre ad orecchio qualsiasi motivo e conoscevo tutto il repertorio allora in voga degli Inti-Illimani. Davide ha continuato i suoi studi in conservatorio ed è diventato un musicista professionista, mentre il mio flauto giace dimenticato nel fondo di un cassetto; chi aveva ragione? Spesso riteniamo che le persone di successo siano arrivate ad ottenere grandi risultati perché dotate di talento. Ma il talento, così come concepito da molti, in realtà non esiste. Infatti, e non sono io a dirlo ma gli studiosi che si sono occupati del problema (come lo psicologo Anders Ericsson), il talento non è altro che un gusto, una preferenza. Una persona che ama disegnare inizierà a farlo fin da bambino diventando bravo molto […]
04 apr 2018 in La Scuola sull'Albero
La motivazione come chiave dell’apprendimento
Molto spesso capita che quando un alunno incontra delle difficoltà nell’apprendimento ci sia la tendenza a dichiararlo sbrigativamente “unico responsabile di questo problema”, perdendo così l’occasione di cercare eventuali limiti delle condizioni educative che lo circondano. Uno di questi limiti potrebbe essere non aver dato abbastanza importanza, da parte dell’educatore, alla motivazione dell’allievo. È infatti dimostrato che la motivazione rappresenta un fattore determinante per l’apprendimento a breve e lungo termine. Per motivazione si intende una forte disponibilità nel perseguire un obiettivo e conquistarlo con perseveranza. La disponibilità a impegnarsi per svolgere un compito e per raggiungere un obiettivo, dipende essenzialmente da due presupposti: dal fascino che un’attività riveste, derivante a sua volta dall’interesse che essa assume per noi e dai vantaggi che immaginiamo di poter ottenere con i nostri sforzi, e dalla probabilità valutata soggettivamente di raggiungere la meta desiderata, denominata anche “fiducia nel successo”, che invece deriva da una valutazione positiva delle proprie capacità e delle condizioni esterne. Di conseguenza, siamo più disponibili a impegnarci quando riteniamo che il fine da raggiungere abbia un grande valore per noi ma anche quando riteniamo di essere in grado di raggiungere un risultato positivo. Quando si lavora con i bambini poi, quest’ultimo punto è ancora più importante perché la fiducia che avranno acquisito in sé stessi nel corso dell’apprendimento di […]
28 mar 2018 in La Scuola sull'Albero
Come si fa a spiegare una cosa così? | Diario di un’allieva
Voi pensate che io faccia il laboratorio di teatro perché voglio diventare un attrice?! Si! Lo so che lo pensate!! Il laboratorio, invece, è pura psicoterapia; è cacciare fuori tutto ciò che hai dentro; è tornare a casa, una volta finito lezione, piangendo o…ridendo; è urlare; ballare a perdifiato; è carezze; è sguardi; è sorrisi; è visi buffi; è risate… è scoprirsi pigro nel non volersi staccare dalla realtà; è fare, dire, pensare qualsiasi cosa senza aver paura di sbagliare; è scoprire te stesso attraverso gli occhi dell’altro, che mai giudica, perché è uguale a te; è il legame che si crea nel gruppo, un legame magico, inspiegabile… è un tunnel percorso ad occhi chiusi e, ad ogni passo, una carezza, un bacio, un abbraccio… Come si fa a spiegare una cosa così o forse un po’ l’ho fatto?
14 mar 2018 in La Scuola sull'Albero
Il teatro: una bilancia che non quantifica ma qualifica
Ultimamente se penso al teatro, soprattutto nella sua valenza educativa, mi viene in mente l’immagine di una bilancia. Cosa c’entra la bilancia con il teatro? Qualcosa può c’entrare… Riflettendo su ciò che accade in sala durante i laboratori e sul lavoro di organizzazione delle lezioni, fatto a casa a tavolino, diventa sempre più evidente come il teatro sia fatto, in tutte le sue sfaccettature, di dicotomie. Ci sono il gioco e la disciplina, la creatività e la logica, l’Io e il Tu, i maestri e gli allievi, l’attore e il pubblico, l’intimità e l’esteriorità. E queste coppie dicotomiche sono sempre in una tensione di equilibrio tra loro: se potessimo metterle su una bilancia i due piatti resterebbero in una situazione di costante e impercettibile oscillazione senza mai pendere troppo da una parte a sfavore dell’altra. Quindi credo che l’immagine della bilancia possa spiegare molto bene il teatro, una bilancia che non misura, non quantifica ma qualifica. E il gioco e la disciplina, la creatività e la logica e così via si qualificano, nel loro apporto educativo, proprio grazie al loro costante rapporto di equilibrio. Ogni gioco presuppone sì la libertà, ma anche la sottomissione a delle regole. Ogni atto creativo presuppone immaginazione e […]
06 mar 2018 in La Scuola sull'Albero