Abstract or concrete? That’s the question!

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22 Mag 2019 in La Scuola sull'Albero

Author : L'Albero

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Imparare una lingua nell’immaginario comune prevede l’utilizzo di: una penna, un quaderno, un grosso libro pieno di regole grammaticali, talvolta anche con immagini e figure, e ovviamente il nostro tanto amato dizionario, che probabilmente dai bambini di oggi è sostituito dall’insuperabile Google translate, risoluzione per qualsivoglia dubbio amletico.
E’ davvero difficile andare a scuotere quest’ordine così ben fondato di cose e porre delle basi che partano dal suo esatto opposto.

“Dear children, oggi non utilizzeremo ciò che avete nello zaino, ci servono solo dei calzini antiscivolo e tutta la vostra energia!”

Il volto dei bambini è spesso sconcertato, dubbioso, scettico: “Ma la mamma non mi aveva detto che mi portava a un corso d’inglese? Che bello, avrà sbagliato scuola, qui, oggi, si gioca!”
Ciò che passa nella mente dei bambini in quella frazione di secondo che precede l’inizio delle attività è una carrellata di domande, curiosità, aspettative.

Ricordiamo che i bambini imparano alcuni aspetti di una lingua straniera più facilmente rispetto a noi adulti, le loro menti sono allenate, in continua crescita ed evoluzione.
All’inizio del loro cammino verso l’apprendimento della lingua straniera essi sono già sulla strada giusta per imparare l’inglese fluentemente.
Il loro processo naturale di acquisizione della lingua segue tre semplici livelli: innanzitutto i piccoli students riconosceranno le parole e la grammatica nel momento stesso in cui le utilizzano; saranno poi in grado di rispondere a tutte le domande che gli si pone in merito alle parole e alla grammatica che si sta utilizzando; e infine saranno capaci di utilizzare quelle strutture linguistiche essi stessi in autonomia.
E’ molto importante, quindi, non mettergli pressione, lasciarli liberi di assimilare con i propri tempi e mezzi ciò che viene loro insegnato.

Correggerli in continuazione non è, allora, un buon metodo per metterli in carreggiata, focalizzarsi invece su ciò che hanno recentemente imparato e correggere gli errori che hanno a che vedere solo con quelle parole e strutture, è sicuramente più costruttivo.
I piccoli non devono certo conoscere l’inglese alla perfezione e immediatamente, sarebbe poco realistico!

Modellare l’utilizzo corretto della lingua è, ancora, un altro strumento utile per incoraggiare il naturale apprendimento dei bambini: nel momento stesso in cui si sente dire ad uno studente qualcosa di sbagliato o utilizzare una parola scorrettamente, è sufficiente riutilizzarla in modo corretto subito dopo, poiché il sistema di apprendimento naturale del cervello umano è in grado di notare la differenza; gli studenti saranno capaci di utilizzare la lingua correttamente anche solo ascoltandola.

Inoltre è di fondamentale importanza non prevedere per ogni attività un giudizio di merito. Dato che la lingua è astratta ed i bambini sono per eccellenza gli esseri più pragmatici che esistano, molto probabilmente non saranno in grado di comprendere gli aspetti puramente teorici e tecnici di una lingua, e va bene così.

Molti bimbi possono essere descritti o raccontati come un accumulo di energia pura. A vederli sono i classici bimbi che non riescono a stare fermi, che quando giocano fanno giochi di movimento, di urla o di lotta.
In realtà quello che questi bimbi ci raccontano con le loro azioni è un bisogno fisiologico di muoversi e scaricare tutta questa energia, chiedere loro di controllarla e gestirla è una richiesta molto più complessa di quello che potremmo pensare. Cercare, allora, di trasportare tutto su di un piano quanto più concreto possibile e utilizzare questa energia incanalandola in esercizi mirati, potrebbe certamente aiutare l’apprendimento della lingua straniera e facilitare la comprensione di concetti astratti quali regole grammaticali e strutture sintattiche.

Restiamo su di un livello di divertimento e gioco, nutriamo la motivazione e incoraggiamo i nostri pupils ad innamorarsi dell’inglese: questa è già la conquista più grande che ci possa essere!

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